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Non solo extra vergine: i diversi tipi dell'olio d'oliva

Anche se universalmente riconosciuto come “il migliore”, non esiste solo l'olio extra vergine d'oliva. Dal frutto dell'ulivo, infatti, si possono ricavare diverse varietà di condimenti. Persino miscele destinate a usi tecnici. Secondo il Consiglio oleicolo internazionale (Coi), l’organizzazione internazionale dedicata all’olio d’oliva e alle olive da tavola, dalla spremitura delle olive si possono ottenere otto diversi tipi di oli. Alcuni sono adatti al consumo umano, mentre altri vengono utilizzati in altri ambiti. Come scegliere, dunque, quello più adatto alle proprie esigenze? Ecco alcune informazioni sui prodotti della lavorazione delle olive.

 

Olio extra vergine d'oliva – È il risultato della prima spremitura delle olive, il prodotto più pregiato. Viene ottenuto tramite l'estrazione con soli metodi meccanici. La lavorazione è attenta a non alterare le caratteristiche del prodotto. Non può subire trattamenti diversi dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dal filtraggio. È caratterizzato da un'acidità (definita dall'acido oleico) piuttosto bassa, che non supera i 0,8 g per 100 grammi.

 

Olio vergine d'oliva - È ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici. Anche questo prodotto non può subire trattamenti diversi dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dal filtraggio. Si differenzia dall'extra vergine perché ha un'acidità più alta, anche se non superiore a 2 g per 100 grammi. È destinato al consumo umano. 

 

Olio vergine d'oliva corrente – Non è commestibile. Si ottiene in caso di condizioni atmosferiche avverse, se l'ulivo risulta malato o per problemi di ordine tecnologico. Ha un'acidità superiore a 3,3 g per 100 grammi. Dopo la spremitura viene destinato alla raffinazione. 

 

Olio vergine d'oliva lampante - È ottenuto tramite estrazione con soli metodi meccanici, ma non è destinato al consumo alimentare. Possiede, infatti, dei difetti che lo rendono non commestibile, proprio come l'olio d'oliva vergine corrente. Ha un'acidità superiore a 3,3 g per 100 grammi. In passato veniva utilizzato per alimentare le lampade a olio (da qui il nome). Oggi viene destinato alla raffinazione o a usi tecnici.

 

Olio d'oliva – È costituito da una miscela di olio d'oliva raffinato (circa il 90%) con olio d'oliva vergine (massimo 10%). Risulta commestibile. Ha un'acidità non superiore a un grammo per 100 grammi. Ha un sapore più leggero, ma lo stesso contenuto di grassi dell'extra vergine.

 

Olio di sansa d'oliva greggio – È il risultato dell'estrazione effettuata con solventi o altri trattamenti fisici dalle sanse. Non è commestibile. È destinato alla raffinazione o all'impiego per usi tecnici.

 

Olio di sansa d'oliva raffinato – Anche questo prodotto non è commestibile. È ottenuto dalla raffinazione di quello greggio, attraverso tecniche che non causano alterazioni della struttura gliceridica iniziale. È caratterizzato da un'acidità non  superiore a 0,3 g per 100 grammi. 

 

Olio di sansa d'oliva - È costituito da olio di sansa raffinato miscelato con una piccola percentuale di olio vergine d'oliva (circa il 5%). È adatto al consumo umano. Possiede, infine, un'acidità non superiore a un grammo per 100 grammi.

di redazione
Pubblicato il 11/11/2015