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Morbillo, quasi 360 mila vaccinati in meno negli ultimi 5 anni

L'offerta vaccinale varia da regione a regione

Negli ultimi cinque anni, più di 358 mila bambini non sono stati vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia. Si è rilevata, inoltre, la flessione delle vaccinazioni obbligatorie. A comunicarlo è la Società italiana di pediatria (Sip), in un'indagine che è stata presentata durante gli Stati generali della pediatria. 

 

La Sip ha evidenziato che negli ultimi cinque anni 147.456 bimbi non hanno ricevuto il vaccino esavalente (che comprende polio, difterite, epatite B, tetano, pertosse, Hemophilus influenzae). Inoltre, negli ultimi due anni a non essere vaccinati sono stati 139.747 ragazzini. Oltretutto, esiste una disparità nell'offerta vaccinale all'interno del territorio italiano. Ogni regione, infatti, fa riferimento al proprio calendario vaccinale. La Sip sottolinea che il vaccino contro il Meningococco B è offerto gratuitamente a tutti i nuovi nati solo in 8 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Liguria, Toscana, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia). 

 

Il vaccino contro il papilloma virus (Hpv) è somministrato gratuitamente a tutte le adolescenti italiane, ma per i coetanei maschi è gratuito solo in 5 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Calabria, Puglia e Sardegna), mentre in Sicilia e in Liguria è in copayment. Il vaccino contro la varicella, invece, è gratuito solo in 8 regioni pilota: Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna (ma nelle sole Asl di Cagliari e Sassari).

 

"L'adozione del Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2016- 2018, già approvato dalla Conferenza Stato Regioni, ed al momento al vaglio del Ministero dell'Economia per le verifiche di compatibilità economica, consentirebbe di ridurre inaccettabili disparità che colpiscono il diritto alla salute dei bambini italiani – dichiara Giovanni Corsello, Presidente Sip -. Il calendario nazionale delle vaccinazioni 2016-2018, che contempla anche vaccini di recente introduzione, rappresenta infatti il punto di riferimento per tutto il territorio nazionale. Occorre nel contempo attivare una adeguata sinergia di tutte le forze in campo (pediatri, medici di medicina generale, istituzioni, media) per far sì che vengano raggiunti livelli di coperture vaccinali adeguati in grado di non vanificare gli obiettivi del Piano”.

 

Foto: © casanowe - Fotolia

di red.
Pubblicato il 20/11/2015

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