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Reni, i calcoli si combattono con il sesso

I rapporti sessuali sembrano favorirne l'eliminazione almeno quando a soffrirne sono gli uomini

Farmaci e bisturi non solo le uniche armi efficaci nella lotta contro i calcoli renali: secondo uno studio pubblicato su Urology da un gruppo di ricercatori del Clinic of Ankara Training and Research Hospital (Turchia) il sesso può promuoverne l'espulsione spontanea, riducendo il tempo medio di espulsione sia rispetto alle terapie puramente sintomatologiche che rispetto a quelle basate sull'assunzione di farmaci specifici.

 

Oggi i calcoli renali sono sempre più frequenti, complice anche un aumento delle proteine assunte attraverso l'alimentazione. La loro presenza può scatenare forti coliche che portano inevitabilmente a chiedere l'aiuto di un medico, che nei casi non urgenti fa tornare a casa il paziente prescrivendo l'assunzione di acqua in abbondanza, più movimento possibile ed eventualmente dei farmaci. La speranza è che in questo modo i calcoli vengano espulsi spontaneamente, ma sfortunatamente non è sempre questo il caso, e per risolvere il problema può essere necessario sottoporsi a un intervento chirurgico.

 

Lo studio pubblicato su Urology suggerisce però che in alcuni casi l'espulsione dei calcoli potrebbe essere efficacemente promossa attraverso l'attività sessuale. Infatti mentre a 2 settimane dall'inizio dello studio solo il 34,8% dei partecipanti cui è stata prescritta una semplice terapia sintomatologica aveva espulso spontaneamente i calcoli, la frequenza di espulsione spontanea fra i partecipanti cui è stato prescritto di avere 3-4 rapporti sessuali alla settimana è risultata quasi doppia rispetto a quanto osservato fra i partecipanti che hanno assunto un farmaco specifico (83,9% contro 47,6%). Al termine dello studio, il tempo medio di espulsione è risultato di 18 giorni in assenza di terapie specifiche, di 16,6 giorni fra chi aveva assunto il farmaco per espellere i calcoli e 10 giorni fra chi aveva testato gli effetti del sesso.

 

Chi può combattere i calcoli con l'attività sessuale?

Lo studio sembra indicare che il sesso potrebbe essere un'opzione per gli uomini alle prese con calcoli a livello della parte terminale dell'uretere. Tutti i partecipanti, infatti, erano uomini con questo tipo di problema. Secondo gli autori “se il paziente ha un partner sessuale, avere rapporti sessuali almeno 3 volte alla settimana può fare bene in termini di aumento della probabilità di espulsione spontanea in chi ha calcoli di dimensioni uguali o inferiori ai 6 mm nella parte terminale dell'uretere”.

 

I ricercatori ipotizzano che l'ossido nitrico (NO) generato durante l'erezione porti al rilassamento del muscolo associato all'uretra, facilitando così l'espulsione. Ciò significherebbe che nel caso delle donne il sesso potrebbe non essere una soluzione. Secondo gli esperti della Società Italiana di Andrologia (Sia) l'espulsione potrebbe invece essere favorita da altri fenomeni. Giorgio Franco, presidente della Società, spiega infatti che “alla base di una più semplice e rapida espulsione dei piccoli calcoli posizionati nel tratto finale dell’uretere” potrebbero esserci “il movimento meccanico del rapporto sessuale e l’azione miorilassante delle endorfine rilasciate durante l’orgasmo”. “A beneficiarne sarebbero perciò potenzialmente anche le donne”, osserva Alessandro Palmieri, presidente eletto della Sia, concludendo: “Qualora, invece, studi più approfonditi e su una popolazione più ampia confermassero il ruolo dell’NO, si aprirebbe la possibilità di valutare una nuova indicazione per gli inibitori delle fosfodiesterasi di tipo 5, i farmaci contro la disfunzione erettile, che ne stimolano l’azione”.

 

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Foto: © marinasvetlova - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 04/12/2015