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Tumore ovarico, screening aumenta possibilità di sopravvivenza

Mortalità ridotta fino al 28%

I programmi di screening potrebbero ridurre la mortalità per tumore ovarico fino al 28%. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Lancet da un team internazionale di ricercatori coordinato da Ian Jacobs, dell'University College London di Londra (Regno Unito), che dichiara: “I risultati del nostro studio stimano che la riduzione della mortalità attribuibile allo screening per il tumore ovarico si attesta tra il 15% e il 28%. Un ulteriore follow-up potrebbe fornire dati più precisi: è possibile che al prossimo controllo, fra 2-3 anni, la diminuzione della mortalità risulti ancora più elevata o, al contrario, più bassa rispetto alle stime iniziali”.

 

Nel corso della ricerca, gli autori hanno monitorato lo stato di salute di 202.638 donne britanniche di età compresa tra 50 e 74 anni. Le partecipanti sono state reclutate tra il 2001 e il 2005 e sono state seguite fino al 2014. Durante questo periodo, il cancro alle ovaie è stato diagnosticato a 1282 volontarie. Di queste, 338 e 314 si erano sottoposte a due diversi tipi di screening annuali. Le altre 630, invece, non avevano eseguito controlli prima di scoprire la patologia.

 

L'analisi ha dimostrato che dopo l'intervento chirurgico il tasso di complicazioni risultava più alto del 3-10% per le pazienti che non avevano effettuato gli screening. Inoltre, è emerso che le donne che si erano sottoposte ai controlli avevano maggiori probabilità di sopravvivere alla malattia. I ricercatori hanno, infatti, constatato che lo screening aveva determinato una riduzione complessiva media della mortalità del 20%. Questo si riscontrava soprattutto nel lungo periodo. Nel follow-up effettuata a distanza di 0-7 anni dalla diagnosi, la diminuzione era dell'8%. Invece, dopo 7-14 anni raggiungeva il 28%.

 

“L'attuale riduzione della mortalità per il gruppo che aveva eseguito i controlli è stimato al 15%. Tuttavia, nei primi 7 anni la percentuale appare poca o nulla (8%), mentre tra i 7 e i 14 anni si attesta al 23% - scrivono gli autori -. Dopo aver elaborato una stima degli effetti a lungo termine dei programmi di screening, possiamo affermare che dopo il 7° anno determinano una riduzione della mortalità di circa il 28%”.

 

Foto: © Syda Productions - Fotolia

 

di n.c.
Pubblicato il 13/06/2018