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Neonato

Cosa vogliono i neonati?
Un’app ne "traduce" il pianto

L'Infant Cries Translator segnala se il piccolo ha sonno, fame, ha il pannolino bagnato o prova dolore

Una nuova applicazione per smartphone e tablet sarebbe capace d’interpretare il significato del pianto dei neonati. Riuscirebbe, infatti, a capire e segnalare ai genitori se il piccolo ha fame, ha sonno, prova dolore o necessita di un pannolino asciutto. Il programma, acquistabile sull’App Store o su Google Play al prezzo di circa 3 dollari, si chiama “Infant Cries Translator” ed è stato sviluppato dai ricercatori del National Taiwan University Hospital Yunlin di Taipei (Taiwan), coordinati da Chang Chuan-yu. Secondo gli esperti, l’app sarebbe in grado di distinguere quattro diversi suoni emessi dai neonati in lacrime e di associare un preciso significato a ciascuno di essi.

 

Per realizzare il programma, gli scienziati asiatici hanno raccolto, per oltre due anni, circa 200 mila effetti acustici emessi da un centinaio di neonati durante i momenti di pianto. Hanno, quindi, inserito tutti i segnali sonori all’interno di una database online e sviluppato un software capace di distinguerli. Sulla base dell’analisi della frequenza delle urla dei piccoli, l’app risulta in grado di scoprirne le necessità. E lo fa nel giro di soli 15 secondi, con un’accuratezza che può raggiungere il 92% nei neonati di meno di due settimane.

 

Quanto, invece, il bambino raggiunge i sei mesi, l’applicazione diventa meno utile. A quest’età, spiegano gli esperti, il piccolo viene influenzato dall’ambiente che lo circonda. Tuttavia, gli studiosi ritengono che l’app possa rappresentare un’utile strumento per i genitori, soprattutto per quelli che sono alle prese con il primo figlio.

 

“L’Infant Cries Translator può distinguere quattro diversi tipi di suoni associati al pianto dei bambini, come fame, sonno, dolore e pannolino bagnato – spiega Chang Chuan-yu -. Finora, in base ai feedback degli utenti, abbiamo constatato che l'accuratezza dell’applicazione può raggiungere il 92% nei bambini di età inferiore alle due settimane. Per quanto riguarda i bambini di uno o due mesi, la precisione dell’app può arrivare fino all’84-85%. Infine, nei bimbi di quattro mesi, il programma individua il significato del pianto con un’esattezza del 77%”.

 

Foto: © famveldman - Fotolia

di Nadia Comerci s.p. (04/01/2016)

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