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Leucemia_terapia_bologna

Leucemia,
terapia anti-complicanze
sperimentata a Bologna

Il successo è chiaro: l'incidenza della malattia del trapianto contro l'ospite diminuisce di oltre il 35%

In uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine un gruppo internazionale di ricercatori coordinato da Francesca Bonifazi, esperta dell'Unità Operativa di Ematologia del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna, ha messo a punto una terapia innovativa in grado di ridurre il rischio di complicanze in seguito a trapianti di cellule staminali.

 

Come spiegano Bonifazi e collaboratori nel loro studio, la forma cronica di malattia del trapianto contro l'ospite (in inglese, graft-versus-host disease o Gvhd) è la principale patologia e causa di morte dopo i trapianti di cellule staminali ematopoietiche provenienti dal sangue o dal midollo osseo di un donatore. Trattamenti di questo tipo sono però importanti strumenti per la cura di malattie gravi come la leucemia; per questo motivo i ricercatori hanno cercato di mettere a punto un trattamento in grado di evitare ciò che succede in caso di Gvhd: i linfociti del donatore, trasferiti insieme alle staminali, aggrediscono gli organi del ricevente, scatenando conseguenze a volte fatali. “Abbiamo ipotizzato che nel caso dei pazienti con leucemia acuta l'inclusione dell'immunoglobulina anti-linfociti T umani (Atg) in un regime di condizionamento mieloablativo [utilizzato per creare spazio nel midollo osseo per le cellule staminali, ndr] potesse consentire di ottenere una riduzione significativa della Gvhd 2 anni dopo un trapianto allogenico di cellule staminali da sangue periferico di un fratello HLA compatibile”, spiegano i ricercatori [l'HLA è una proteina utilizzata per verificare la compatibilità tra donatore e ricevente, ndr]. In effetti questo approccio, sperimentato su 161 pazienti, ha permesso di ridurre l'incidenza della Gvhd di oltre il 35%, facendola passare dal 68,7 al 32% dei casi. I benefici sono risultati ancora maggiori contro le forme più gravi, la cui incidenza è passata da oltre il 50 al solo 7%.

 

Il trattamento con Atg non ha invece permesso di aumentare i tassi di sopravvivenza, ed è proprio questo il prossimo obiettivo dichiarato di Bonifazi: riuscire a ridurre la mortalità per leucemia acuta, che al momento è pari al 40% dei casi.

 

Foto: © lenets_tan - Fotolia.com

di Silvia Soligon (11/01/2016)

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