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Flora batterica, in pericolo se si mangiano poche fibre

Nel giro di 4 generazioni potrebbero sparire intere specie batteriche

A lungo andare, una dieta povera di fibre potrebbe danneggiare la flora batterica. Non solo di chi la segue, ma anche dei suoi discendenti. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Nature da un team di ricercatori americani, coordinato da Justin Sonnenburg della Stanford University School of Medicine di Stanford (Usa). Secondo gli autori, i regimi alimentari caratterizzati da un basso contenuto di fibre impoveriscono il microbiota. Inoltre, nel giro di quattro generazioni, potrebbero causare la perdita irreversibile di diverse specie batteriche intestinali. A quel punto, correre ai ripari non servirebbe più a molto.

 

L'indagine è stata condotta su alcuni topi allevati in ambienti asettici, in modo che all'inizio dell'esperimento risultassero privi di batteri intestinali. Dopo aver “popolato” il loro intestino con un campione di microrganismi prelevati dalla flora batterica di un essere umano, i ricercatori li hanno suddivisi in due gruppi. Il primo è stato nutrito con una dieta ricca di fibre di origine vegetale. Il secondo, invece, con un regime alimentare simile dal punto di vista nutrizionale, ma quasi privo di fibre.

 

Gli scienziati hanno quindi analizzato periodicamente le feci dagli animali. Hanno rilevato che mentre all'inizio i batteri intestinali presenti nei due gruppi erano identici, con il passare del tempo i microrganismi dei topi che mangiavano poche fibre erano diminuiti. In sole due settimane, più della metà delle specie batteriche si era ridotta di oltre il 75%. Altre, invece, erano sparite del tutto. 

 

A partire dalla settima settimana, gli scienziati hanno sostituito il regime alimentare dei roditori con uno ricco di fibre. Ma questo non è servito a ripristinare la situazione iniziale. Dopo 4 settimane, i topolini avevano riottenuto diversi batteri iniziali, ma un terzo delle specie originali non è stato più recuperato.

 

Nella seconda fase dell'esperimento, gli studiosi hanno nutrito con la dieta povera di fibre quattro diverse generazioni di topolini. Hanno somministrato i batteri intestinali solo ai “capostipiti” e osservato il modo in cui i microrganismi venivano trasmessi ai discendenti. Nel passaggio da una generazione all'altra, i batteri sono diminuiti gradualmente, finché alla quarta quasi tre quarti risultavano scomparsi. A questo punto, gli scienziati hanno nutrito i topi con un regime alimentare ricco di fibre, ma non è bastato. Non è più stato possibile recuperare, infatti, oltre due terzi dei batteri iniziali.

 

Foto: © barmaleeva - Fotolia

di Nadia Comerci s.p.
Pubblicato il 20/01/2016

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