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Emicrania_uara_fotografia

Scattata la fotografia
del cervello quando
c'è l'emicrania

L'immagine è stata ottenuta mediante risonanza magnetica dai ricercatori della Seconda Università degli Studi di Napoli

In caso di emicrania la comparsa della cosiddetta aura è associata all’attivazione specifica delle aree del cervello che controllano la vista. La scoperta arriva dalla Seconda Università degli Studi di Napoli, dove un gruppo di ricercatori coordinato da Alessandro Tessitore ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per scattare fotografie del cervello colpito da emicrania con aura ed emicrania senza aura, guadagnandosi così la copertina della rivista Cephalalgia.

 

L’aura visiva può manifestarsi con la comparsa di uno scintillio luminoso o di una macchia cieca all’interno del campo visivo. Tale fenomeno può precedere o, meno frequentemente, accompagnare gli attacchi di emicrania. “Purtroppo - spiega Tessitore - molto frequentemente i pazienti con episodi di emicrania con aura o ancor di più con ‘aura senza emicrania’ sono costretti a peregrinare per diversi specialisti in attesa di una diagnosi corretta e di una conseguente terapia appropriata”. Secondo Antonio Russo, coordinatore del Centro Cefalee dell’Azienda Ospedaliera della Seconda Università di Napoli (AOU-SUN), la ricerca pubblicata su Cephalalgia potrebbe consentire di gettare le basi per arrivare a una migliore gestione clinica e terapeutica di chi soffre di questo problema; le immagini scattate hanno infatti svelato che emicrania senza e con aura sono solo apparentemente simili. “L’aura emicranica è presente quanto vi è un’intensa attività dei neuroni, dapprima focalizzata nelle aree che controllano la visione e poi diffusa attraverso la corteccia cerebrale - spiega Gioacchino Tedeschi, direttore della I Clinica Neurologica dell’AOU-SUN - Nel corso degli attacchi di emicrania con aura si verifica l’attivazione della corteccia visiva che resta attiva anche quando gli attacchi emicranici non sono presenti. Come una vera e propria ‘impronta’, quella che è stata appunto ‘fotografata’, che può distinguere i pazienti affetti da emicrania con aura rispetto ai pazienti con emicrania senza aura”.

 

“I nostri dati di imaging hanno svelato che i pazienti con emicrania con aura mostrano alterazioni nella connettività delle reti visive in stato di riposo - concludono i ricercatori sulle pagine di Cephalalgia - Questi risultati supportano l’ipotesi di un coinvolgimento della corteccia extrastriata, centrata nel giro linguale, una regione del cervello associata a meccanismi che stanno alla base della comparsa e della propagazione dell’aura con emicrania. I risultati di questa risonanza magnetica funzionale a riposo potrebbero rappresentare un biomarcatore funzionale che potrebbe distinguere i pazienti che hanno a che fare con l’aura da quelli con emicrania senza aura, anche tra attacchi di emicrania”.

 

Foto: Cephalalgia 

di Silvia Soligon (25/01/2016)

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