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Spray_nasale_parto

Uno spray nasale
contro i dolori del parto:
la proposta dall'Australia

Dà meno effetti collaterali rispetto ai rimedi attuali, e forse potrebbe ridurre la necessità di ricorrere all'epidurale

Quando si tratta di combattere i dolori del parto l’epidurale non è l’unica soluzione. Da oltre 70 anni per alleviarli vengono utilizzate anche le iniezioni di petidina, ma oggi una nuova sperimentazione condotta al Women’s and Children’s Hospital di Adelaide e all’ospedale di Gawler (Australia) apre le porte all’uso di un nuovo rimedio: uno spray nasale a base di fentanil.

 

Come la petidina anche il fentanil è un oppioide. Entrambi i farmaci riducono l’intensità dei segnali legati al dolore che raggiungono il cervello ed entrambi passano dalla madre al bambino. Mentre però il processamento della petidina porta alla sua conversione in un altro principio attivo che può rimanere nell’organismo del piccolo anche per più di 3 giorni - aumentando il rischio di problemi respiratori, sonnolenza e irritabilità - il fentanil viene eliminato nell’arco di 2-7 ore dall’assunzione; per questo, spiega Julie Fleet, autrice dello studio, “ha meno probabilità di scatenare effetti negativi nel bambino”. In effetti la sperimentazione ha svelato che l’uso dello spray nasale a base di fentanil è associato a una meno nausea e a meno sedazione, a un travaglio più breve, a una riduzione della probabilità di ricovero del neonato, a minori difficoltà di allattamento e ad una maggiore soddisfazione da parte delle donne, che nell’80% dei casi, se necessario, lo utilizzerebbe un’altra volta. Solo un ben più limitato 44% delle donne che ricevono iniezioni di petidina si dichiara invece intenzionata a ricorrere un’altra volta al suo impiego.

 

Attualmente il fentanil è già utilizzato nella pratica clinica, ad esempio per alleviare il dolore nei bambini. Secondo Fleet potrebbe iniziare ad essere utilizzato durante il travaglio già nel prossimo anno. “Dobbiamo dare alle madri migliori opzioni per alleviare il dolore - commenta la ricercatrice - La petidina è stata utilizzata per alleviare i dolori del parto per la prima volta nel 1940, ed ha continuato ad essere l’oppioide più utilizzato. Ciò nonostante la petidina non sia la scelta di prima linea in altre aree della medicina, dato che sappiamo che ci sono farmaci che agiscono più rapidamente, come il fentanil, che sono escreti più velocemente dai sistemi della madre e del bambino, riducendo la durata e la severità degli effetti collaterali”. La formulazione di fentanil proposta presenta inoltre un altro vantaggio. “Utilizzando lo spray nasale le donne possono auto-somministrarsi una dose controllata, sotto la supervisione di un’ostetrica, fatto che le aiuta a sentire di avere un maggior controllo della gestione del dolore e ad evitare la necessità di interventi aggiuntivi e di iniezioni dolorose”.

 

Al momento, però, il fentanil non può essere ancora visto come un’alternativa all’epidurale. Infatti la somministrazione per via nasale di questo principio attivo non elimina completamente il dolore. Per questo Fleet lo consiglia “alle donne che vogliono continuare a sentire qualcosa”. “Va bene anche per le donne che potrebbero non poter ricevere un’epidurale a causa di condizioni come la pre-eclampsia”, aggiunge la ricercatrice, che sta comunque proseguendo le sue ricerche per capire se questo spray nasale possa ridurre il bisogno di ricorrere a punture lombari.

 

Foto: © Maksim Šmeljov - Fotolia.com

di Silvia Soligon (26/01/2016)

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