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Spesa farmaceutica, aumentata per invecchiamento e malattie croniche

L'Aifa pubblica Rapporto Osmed su impiego dei medicinali in Italia

Nei primi nove mesi del 2015, la spesa farmaceutica territoriale pubblica è aumentata del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2014. Ha raggiunto i 9.727 milioni di euro, circa 159 euro pro capite. Quali sono le ragioni di questo incremento? L'invecchiamento della popolazione e della cronicizzazione delle patologie, secondo l'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che ha pubblicato il Rapporto Osmed: “L'uso dei farmaci in Italia”. Il documento descrive l’impiego dei medicinali in Italia, a livello nazionale e regionale, nel periodo compreso tra gennaio e settembre 2015.

 

“Il consumo dei farmaci in regime di assistenza convenzionata è sostanzialmente stabile e il lieve incremento è in linea con le esigenze di cura di una popolazione che tende a invecchiare – dichiara Luca Pani, Direttore Generale dell'Aifa -. Permangono livelli di scarsa aderenza alle terapie e di inappropriatezza per alcune classi di farmaci (es. ipolipemizzanti, calcio-antagonisti, inibitori di pompa protonica), e su questo fronte è necessario fare meglio sia per l’efficacia dei trattamenti sia per una migliore gestione delle risorse”.

 

L'analisi rileva che nei primi nove mesi del 2015 la spesa farmaceutica nazionale totale è stata pari a 21,3 miliardi di euro, di cui il 76,5% è stato rimborsato dal Servizio sanitario nazionale. In particolare, la spesa territoriale pubblica ha raggiunto i 9.727 milioni di euro (circa 159 euro pro capite), con un aumento del 9,6% rispetto allo stesso periodo del 2014. L'incremento è dovuto principalmente alla crescita del 37,4% della spesa per medicinali di classe A, erogati in distribuzione diretta e per conto. La spesa farmaceutica convenzionata, invece, è diminuita dello 0,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Il numero di confezioni acquistate in regime di assistenza convenzionale - ossia rimborsate dal Servizio sanitario nazionale – è aumentato dello 0,1%. Le prescrizioni, invece, sono diminuite del 2,2%. In media, ogni giorno, sono state consumate 1.041 dosi ogni mille abitanti, circa lo 0,5% in più rispetto ai primi nove mesi del 2014. Complessivamente, sono state dispensate 851 milioni di confezioni, circa 14 per abitante. 

 

L'indagine ha evidenziato un aumento del 2,3% della spesa farmaceutica privata (cioè sostenuta dai cittadini. L'incremento è stato sostenuto dal maggiore acquisto dei medicinali di automedicazione (+4,2%) e dei farmaci di classe A (+3,3%), oltre che dall'aumento dell'1,4% della spesa per compartecipazioni del cittadino nell’acquisto di medicinali. La spesa dei farmaci di classe C con ricetta è invece cresciuta dello 0,8%.

 

A livello regionale, nel Lazio, in Calabria e in Puglia sono stati registrati i più alti livelli di consumo in regime di assistenza convenzionata. I più bassi, invece, sono stati rilevati nella Provincia Autonoma di Bolzano, in Liguria e in Veneto. La spesa farmaceutica convenzionata di classe A-Ssn, è risultata più elevata in Campania (con 167,5 euro pro capite), Puglia (con 161,6 euro) e Calabria (con 158,6 euro). Al contrario, la spesa pro capite più bassa è stata osservata nella Provincia Autonoma di Bolzano (97 euro), in Emilia Romagna (103 euro) e in Toscana (108 euro). La media nazionale, infine, si è attestata su 134,4 euro.

 

Anche nel 2015, i farmaci che determinano la maggiore spesa pubblica (comprensiva della spesa farmaceutica convenzionata e della spesa per l'acquisto dei farmaci da parte delle strutture sanitarie pubbliche) sono i medicinali oncologici e immunomodulatori (3,2 miliardi di euro). Seguono gli antimicrobici per uso sistemico (2,9 miliardi di euro), che scavalcano i farmaci del sistema cardiovascolare (2,7 miliardi). La spesa per gli antimicrobici, pari a 48,4 euro pro capite è giustificata dall'acquisto di questi medicinali da parte delle strutture sanitarie pubbliche (37,7 euro pro capite), mentre i consumi appaiono più moderati.

 

“I dati relativi ai primi tre trimestri del 2015 – afferma Pani -, riflettono chiaramente l’impatto che i medicinali innovativi ad alto costo immessi sul mercato lo scorso anno – tra tutti gli antivirali e gli antitumorali – sta avendo sulla spesa farmaceutica, in particolare su quella ospedaliera”.

 

Foto: © mattz90 - Fotolia

di redazione
Pubblicato il 01/02/2016