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Ringxiety: chi ne
soffre sente gli
“squilli fantasma”

Il disturbo, teorizzato da due ricercatori americani, fa percepire suonerie e vibrazioni inesistenti

Chi ha l'impressione di sentire suonare o vibrare lo smartphone, anche quando resta muto, potrebbe soffrire di “ringxiety”. Si tratta di un nuovo disturbo, tipico dell'età moderna, teorizzato da Daniel Kruger e Jaikob Djerf dell'Università del Michigan di Ann Arbor (Usa). Secondo i due ricercatori, la sensazione di percepire squilli o vibrazioni “fantasma” rappresenterebbe una nuova forma di ansia, che colpisce soprattutto le persone insicure dei loro rapporti interpersonali e che desiderano maggiori attenzioni.

 

Nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, gli esperti hanno coinvolto 411 partecipanti. Alcuni di loro soffrivano di “ansia da attaccamento”, ossia avevano paura di essere abbandonati o temevano che i loro sentimenti non fossero ricambiati. Gli altri, invece, erano affetti da “disturbo di evitamento”: tendevano, cioè, a evitare per quanto possibile i rapporti sociali. 

 

Leggi anche: Sindrome della vibrazione fantasma, ne soffrono nove persone su dieci

 

Durante l'esperimento, gli autori hanno analizzato con quanta frequenza i volontari sentissero le suonerie fantasma. Al termine dell'indagine, hanno scoperto che otto volontari su dieci avevano percepito erroneamente la vibrazione del cellulare. Quasi la metà dei partecipanti, inoltre, aveva sentito lo squillo dello smartphone, nonostante l'oggetto fosse rimasto muto. 

 

Gli esperti hanno anche osservato che i soggetti che manifestavano alti livelli di ansia da attaccamento, avevano il 18% di probabilità in più di avvertire squilli e notifiche fantasma. Al contrario, quelli meno bisognosi dell'attenzione altrui raramente sperimentavano queste sensazioni. 

 

Leggi anche: Via lo smartphone: i bimbi richiedono  attenzioni e stabilità

 

“Gli utilizzatori dei telefoni cellulari hanno dichiarato di aver percepito gli squilli o le vibrazioni associate alle chiamate in entrata o ai messaggi, per poi scoprire che non erano arrivati né chiamate né messaggi – spiega Daniel Kruger -. Nel nostro campione, gli squilli e le notifiche fantasma erano significativamente associati all'ansia da attaccamento”.

 

Foto: © peshkova - Fotolia.com

di Nadia Comerci s.p. (09/02/2016)

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