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Carcinoma_basocellulare

Tumori della pelle:
l’identikit del
carcinoma basocellulare

I sintomi, la diagnosi e il trattamento

Quando si parla di tumori della pelle si finisce spesso per concentrarsi sui melanomi; esistono però anche altre forme di tumori cutanei che non colpiscono i melanociti, ma i cheratinociti, le cellule più abbondanti nell’epidermide. E’ questo il caso del carcinoma basocellulare: noto anche come basalioma o carcinoma a cellule basali, colpisce i cheratinociti nello strato più profondo dell’epidermide (le cosiddette cellule basali) e rappresenta l’80% circa dei tumori della pelle non melanomatosi.

 

Ogni anno, in Italia, i tumori della pelle non melanomatosi colpiscono lo 0,12% degli uomini e lo 0,09% delle donne. Quando si tratta di un carcinoma basocellulare il problema riguarda in genere aree della pelle molto esposte al sole, come il viso e il collo e meno spesso il busto e le gambe; a darne prova è il caso dell’attore Hug Jackman, che ormai da anni lotta contro un basalioma che ha sviluppato sul naso, invitando alla prevenzione di questo tumore attraverso i social network. Il motivo è semplice: fra i principali fattori di rischio per il carcinoma a cellule basali vi è l’esposizione agli ultravioletti presenti nei raggi solari. Questi possono infatti indurre mutazioni nel Dna delle cellule basali, il cui compito è quello di produrre sempre nuove cellule per l’epidermide. Per questo si moltiplicano velocemente, e nel caso in cui abbiano accumulato mutazioni portano alla proliferazione di cellule mutate che possono andare a formare un tumore.

 

I fattori che possono contribuire alla comparsa del carcinoma basocellulare sono però anche altri. In particolare, sembra che un sistema immunitario compromesso e l’esposizione ad alcune sostanze tossiche aumentino la probabilità di sviluppare questo tumore della pelle. Fra gli individui che corrono più rischi sono inclusi gli amanti della tintarella, chi ha la pelle chiara, gli individui di genere maschile, gli over 50, chi assume farmaci immunosoppressori, chi è stato esposto all’arsenico, chi ha sindromi ereditarie associate al cancro alla pelle e chi ha casi di tumori cutanei in famiglia.

 

La diagnosi. L’identificazione del carcinoma basocellulare si basa inizialmente sull’osservazione della pelle. Questo tumore si palesa infatti sotto forma di anomalie cutanee: un rigonfiamento perlaceo o ceroso, spesso con vasi sanguigni visibili; una macchia squamosa di colore marroncino; oppure, più raramente, una cicatrice cerosa biancastra. In presenza di un segnale di questo tipo il medico può prescrivere una biopsia per analizzare i tessuti sospetti.

 

Il trattamento. Il carcinoma basocellulare può essere aggredito in modo diverso a seconda della tipologia, della localizzazione e della gravità. Fra i possibili trattamenti sono inclusi l’elettroesiccazione con curettage, la rimozione chirurgica, la criochirurgia, la chemiochirurgia, l’applicazione topica di principi attivi specifici e, in caso di metastasi, l’assunzione di chemioterapici.

 

La prevenzione. Per ridurre il rischio di sviluppare un carcinoma basocellulare è bene ridurre l’esposizione agli ultravioletti, evitando i raggi solari nelle ore centrali della giornata, schermando la pelle con un abbigliamento opportuno e l’uso di fattori di protezione solare ed evitando il ricorso a lampade, docce e lettini abbronzanti.

 

Foto: © evgenyatamanenko - Fotolia.com

di Silvia Soligon (10/02/2016)

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