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Statine, scoperto meccanismo alla base di effetti collaterali

La loro assunzione potrebbe alterare la risposta delle cellule a traumi e infiammazione

L’assunzione di statine, farmaci ampiamente utilizzati per tenere sotto controllo il rischio cardiovascolare, può essere associata a effetti collaterali anche gravi. Oggi uno studio condotto nel Regno Unito e pubblicato su PLoS One suggerisce un possibile meccanismo alla base di tali effetti avversi. I suoi autori, guidati dall’esperto della Warwick Medical School Donald Singer, hanno infatti scoperto che due delle statine più utilizzate (la fluvastatina e il sale sodico della simvastatina) possono interagire con una proteina presente sulla superficie delle cellule in molti tessuti e che in questo modo potrebbero interferire con il controllo della risposta a traumi e infiammazione.

 

La proteina in questione si chiama GJC3, e la sua azione porta al rilascio di ATP. “Molte persone conoscono l’ATP in quanto principale molecola per il trasferimento di energia della cellula - osserva Andrew Marsh, primo nome dello studio - ma quando viene rilasciato al di fuori delle cellule l’ATP coordina il modo in cui i tessuti, inclusi il nostro fegato e i nostri muscoli, gestiscono il recupero da un trauma”. Per questo la scoperta potrebbe aiutare a spiegare perché in alcuni pazienti le statine possono scatenare pericolose reazioni, risultando ad esempio tossiche a livello dei muscoli.

 

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Il ruolo giocato da GJC3 nella trasmissione del segnale all’interno delle cellule non è ancora stato ben chiarito. “Il nostro lavoro - commenta Marsh - apre le porte al suo studio”. “Questi risultati potrebbero anche permetterci di capire meglio come possono realizzarsi alcuni degli effetti pericolosi delle statine in alcuni pazienti”, aggiunge Singer, sottolineando inoltre un altro possibile risvolto di ricerche di questo tipo. “Scoprire nuovi modi in cui le statine agiscono a livello cellulare e molecolare - spiega infatti l’esperto - è importante per stimolare nuove potenziali applicazioni mediche di questi farmaci”.

 

Foto: © Gina Sanders - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 19/02/2016

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