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Giornata_mondiale_contro_il_cancro_infantile

Giornata Mondiale contro
il Cancro Infantile: ogni
anno più di 2 mila diagnosi

Le forme più comuni sono le leucemie

Come ogni anno anche nel 2016 Childhood Cancer International (Cci) - la rete mondiale di associazioni che si occupa di informazione sul cancro nell’infanzia e sostegno ai bambini colpiti e alle loro famiglie - ha rilanciato la Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile. Celebrata il 15 febbraio, l’iniziativa ha portato i riflettori ad illuminare la situazione dei bambini e degli adolescenti italiani, che in oltre 2.000 ogni anno si trovano a dover affrontare una diagnosi di tumore.

 

Sono infatti 164 per milione all'anno le diagnosi di cancro fra i bambini; fra gli adolescenti l’incidenza di nuovi casi è ancora maggiore, con 269 casi per milione all’anno. Le forme tumorali più comuni sono le leucemie (in particolare la leucemia linfoblastica acuta), seguite da quelle al sistema nervoso centrale e dai linfomi. Sono invece più rari i sarcomi delle ossa e dei tessuti molli, i tumori localizzati a livello dell’addome (ad esempio quelli al rene) e quelli della tiroide.

 

Paragonati a quelli registrati negli Stati Uniti e nel Nord Europa, i tassi di incidenza in Italia sono più elevati, ma fortunatamente la tendenza all’aumento registrata fino alla metà degli anni ’90 sembra essersi arrestata, e il trend attuale sembra alla stabilità. Le stime dell’Associazione italiana registri tumori (AIRTUM) parlano infatti di circa 11 mila nuove diagnosi previste tra il 2016 e il 2020 - in particolare, 7 mila fra i bambini e 4 mila fra gli adolescenti - cifra in linea con l’incidenza dei tumori in età pediatrica nei cinque anni precedenti.

 

Purtroppo, però, fra gli adolescenti è stata registrata una tendenza all’aumento dell’incidenza di alcune forme tumorali. Tra il 1998 e il 2008 è stato ad esempio rilevato un aumento del 2% delle diagnosi di neoplasie maligne fra le ragazze; è stato invece pari all’8% l’aumento dei tumori della tiroide sia fra le ragazze che fra i ragazzi. Fortunatamente si tratta di forme tumorali caratterizzate da un’ottima prognosi, e l’aumento della loro incidenza e attribuibile in gran parte alla maggiore sorveglianza, operata anche in assenza di sintomi che facciano sospettare la presenza di un tumore.

 

Per quanto riguarda invece le possibilità di guarigione, dagli anni ’70 ad oggi la probabilità di sconfiggere un tumore ematologico nell’infanzia è più che raddoppiata, passando da meno del 40% a più dell’80%). Nel caso della leucemia linfoblastica acuta i tassi di sopravvivenza superano il 90%; a rendere possibile tale successo sono stati soprattutto i trattamenti oncologici frutto della cooperazione internazionale fra esperti del settore, ma anche il trapianto di midollo. La specificità delle cure è invece la chiave dei sempre maggiori successi terapeutici nei confronti dei sarcomi delle ossa e dei tessuti molli. Resta però fondamentale investire ancora in ricerca. Attualmente l’area di maggiore interesse è il settore della cura dei tumori del sistema centrale; ancora difficili da battere, potrebbero essere sconfitti grazie ad approcci sofisticati come l’immunoterapia o la radioterapia protonica.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di red. (16/02/2016)

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