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Vista

Entro il 2050 la metà
della popolazione
mondiale sarà miope

Un miope su dieci è a rischio cecità

Entro il 2050, la metà della popolazione mondiale potrebbe diventare miope. Inoltre, un miliardo di persone rischia di perdere la vista. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Ophthalmology, sono i ricercatori del Brien Holden Vision Institute di Sydney (Australia), della University of New South Wales Australia di Sydney e del Singapore Eye Research Institute (Repubblica di Singapore), fra i quali rientra Kovin Naidoo, che lo scorso ottobre aveva già messo in guardia sui rischi delle cattive abitudini per la vista degli abitanti di tutto il mondo.

 

Secondo l'analisi, se le attuali tendenze dovessero proseguire, entro 35 anni 5 miliardi di persone saranno miopi. Tra il 2000 e il 2050, infatti, il numero degli individui con problemi di vista potrebbe aumentare fino a sette volte. La miopia, in particolare, sembra destinata a diventare una delle principali cause di cecità permanente in tutto il mondo. Ma qual'è la causa di questa situazione? Gli studiosi ritengono che sia principalmente colpa del cambiamento dello stile di vita della popolazione. Rispetto al passato, infatti, oggi le persone tendono a trascorrere molto meno tempo all'aria aperta e a fare un uso elevato dei dispositivi elettronici. 

 

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Attualmente la miopia è particolarmente diffusa nell'Asia orientale. Colpisce l'80-90% dei diplomati che risiedono nelle aree urbane di Singapore, Cina, Taiwan, Hong Kong, Giappone e Corea. In Italia la malattia affligge, invece, oltre il 30% della popolazione, soprattutto i cittadini di età compresa tra 25 e 29 anni. Negli Stati Uniti, l'incidenza della miopia è aumentata significativamente durante gli ultimi 30 anni: è passata dal 25% dei primi anni 1970 al 42% nel 2004. Secondo i ricercatori, entro il 2050 gli Usa e il Canada ospiteranno 260 milioni di miopi, circa 170 milioni in più rispetto al 2000. I nordamericani affetti da miopia elevata saranno 66 milioni, mentre nel 2000 il numero si fermava a 11 milioni.

 

Gli autori evidenziano, quindi, la necessità di contrastare la diffusione del disturbo visivo. Alle autorità pubbliche suggeriscono di pianificare servizi in grado di offrire cure oculistiche complete alla popolazione. Inoltre, consigliano d'investire maggiormente nella ricerca, in modo da sviluppare trattamenti capaci di arrestare la progressione della malattia. Infine, invitano le persone a trascorre più tempo all'aria aperta e meno davanti a tablet, smartphone e computer.

 

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“È necessario sottoporre regolarmente i bambini alle visite oculistiche, possibilmente una volta all'anno, in modo da intervenire preventivamente se presentano il rischio di diventare miopi – afferma Kovin Naidoo -. Si potrebbe, per esempio, aumentare il tempo che i ragazzi trascorrono all'aperto e ridurre quello dedicato alle attività svolte in casa, a partire dall'uso dei dispositivi elettronici, che richiedono di focalizzare costantemente lo sguardo su un punto fisso. Inoltre ci sono altre opzioni, come speciali lenti per occhiali o a contatto e interventi farmaceutici, ma occorre aumentare gli investimenti nella ricerca per migliorarne l'efficacia e l'accessibilità”.

 

Foto: © pict rider - Fotolia.com

di Nadia Comerci s.p. (23/02/2016)

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