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Mal di testa:
nuovo trattamento
riduce attacchi di oltre 62%

I ricercatori dell’Irccs San Raffaele Pisana curano la cefalea con gli anticorpi monoclonali anti-Cgrp

Un nuovo trattamento sperimentale potrebbe ridurre di oltre il 62% gli attacchi di mal di testa in chi soffre di emicrania cronica. A sviluppare la terapia sono stati i ricercatori italiani dell’Irccs San Raffaele Pisana di Roma, coordinati da Piero Barbanti, responsabile del Centro per la diagnosi e terapia delle cefalee e del dolore. Gli studiosi hanno scoperto il modo di curare la cefalea utilizzando gli anticorpi monoclonali anti-Cgrp. 

 

In particolare, gli scienziati hanno realizzato un anticorpo “intelligente” in grado di scovare e neutralizzare una sostanza fisiologica, chiamata Cgrp (Calcitonin gene related peptide), la cui presenza eccessiva è implicata nella cefalea. “I risultati sperimentali pubblicati finora sono molto promettenti e indicano una riduzione degli attacchi superiore al 62% dopo 3 mesi ed una alta percentuale di responders (74%) - spiega il professor Barbanti -. L’anticorpo viene iniettato sottocute una volta al mese per alcuni mesi consecutivi e la tollerabilità appare ottima, a differenza della maggior parte delle cure preventive finora utilizzate che possono invece indurre sonnolenza, astenia e aumento di peso”.

 

Per il momento la terapia è destinata soltanto ai soggetti affetti da emicrania cronica - ossia le persone che soffrono di mal di testa almeno 15 giorni al mese e da almeno 3 mesi consecutivi. Ma nel giro di pochi mesi, nel secondo semestre del 2016, gli esperti avvertono che potrebbe essere disponibile una terapia analoga, rivolta a chi soffre di cefalea episodica. 

 

Foto: © lightwavemedia - Fotolia.com

di redazione (22/02/2016)

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