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Cuore

In Italia primo
impianto al mondo
su paziente pediatrico
di cuore “magnetico”

L'intervento è stato eseguito dai chirurghi dell'ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma

In Italia è stato eseguito il primo impianto al mondo di un cuore artificiale magnetico su un paziente pediatrico. A beneficiare dell'intervento è stata una ragazza di 16 anni affetta da miocardiopatia dilatativa severa, che rischiava di morire da un momento all'altro in attesa di un organo compatibile. L'operazione è stata condotta da un'equipe mista del Dipartimento medico chirurgico di cardiologia pediatrica dell'ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma, diretta da Antonio Amodeo, responsabile Ecmo e assistenza meccanica cardiorespiratoria. 

 

L'impianto dell'organo artificiale è stata eseguito lo scorso 7 gennaio come “soluzione ponte”, per permettere alla paziente di sopravvivere fino al momento in cui si è reso disponibile – 4 giorni dopo – un cuore compatibile. Il dispositivo, chiamato Heart Mate 3, è stato scelto perché presenta pochi rischi d'incorrere in eventi avversi. È infatti costituito da una pompa centrifuga a levitazione magnetica, che impedisce l'attrito tra le parti meccaniche e il sangue e quello delle parti meccaniche tra di loro. Questo sistema permette di prevenire l'usura del cuore artificiale.

 

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Negli Stati Uniti Heart Mate 3 è ancora sottoposto al trial clinico, mentre in Europa ha ottenuto il marchio CE nell'ottobre del 2015. La sperimentazione europea ha, infatti, dimostrato che l'organo magnetico permette una sopravvivenza del 98% a distanza di 30 giorni dall'impianto e del 92% a distanza di 6 mesi. Inoltre, su 50 pazienti adulti trapiantati non si sono registrati eventi avversi – come trombosi, emolisi o malfunzionamenti meccanici -, che rientrano tra le principali cause di morte. 

 

Prima dell'intervento Heart Mate 3 era stato impiantato solo su pazienti adulti. Ma alla luce degli ottimi risultati ottenuti dalla sperimentazione europea, il team del Bambino Gesù ha chiesto il permesso alla casa produttrice, la St. Jude Medical, di utilizzarlo per la prima volta su un paziente pediatrico. 

 

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“Ci è stata data l'opportunità di utilizzare per primi su un paziente pediatrico questo nuovo dispositivo, alla luce dell'esperienza maturata negli anni dal Bambino Gesù nel campo degli impianti di cuori artificiali – spiega il dottor Amodeo -. È stato un intervento reso necessario dai rischi di morte improvvisa a cui la ragazza era sottoposta a causa della sua patologia. Heart Mate 3 offriva garanzie migliori in termini di efficacia e di sopravvivenza e infatti la ragazza, a distanza di sole 16 ore dall'intervento, era sveglia e in ottime condizioni. Oggi sta bene ed è stata dimessa il 1 febbraio dall'ospedale dopo il trapianto cardiaco”.

 

Foto: © abhijith3747 - Fotolia

di n.c. (25/02/2016)

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