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Influenza_malattie_respiratorie

Picco raggiunto
dall'influenza. Attenzione
alle malattie respiratorie

Gli esperti ricordano: solo il medico può prescrivere antibiotici

Il picco di influenza è stato ormai raggiunto anche per la stagione 2016. Gli esperti della Simg, la Società italiana di medicina generale, avvertono però di non abbassare la guardia. Altri virus non hanno infatti ancora mollato la presa, e in questo periodo non è raro ritrovarsi ad avere a che fare con una delle diverse malattie respiratorie acute ancora in circolazione.

 

In particolare, l’incidenza dell’influenza è scesa dal picco di 6,04 casi ogni mille assistiti registrato nella settimana dall’8 al 14 febbraio ai 5,7 casi ogni mille assistiti della settimana successiva. L’incidenza delle malattie respiratorie acute è invece di 3,3 casi ogni mille abitanti. Secondo Claudio Cricelli, presidente Simg, quest’anno il sistema sanitario “ha retto molto bene” all’attacco dei virus influenzali. “La campagna per la vaccinazione e il lavoro dei medici, oltre a una maggiore presa di coscienza da parte dei cittadini, stanno rendendo questa epidemia stagionale priva di particolari criticità", sottolinea l’esperto. Ora è però necessario affrontare in modo opportuno sia la coda della stagione influenzale, sia le possibili complicanze respiratorie.

 

“E' fondamentale non assumere antibiotici, innanzitutto perché sono inattivi sui virus, non solo influenzali ma anche respiratori - ricorda Aurelio Sessa, presidente regionale Simg in Lombardia -Inoltre un uso indiscriminato rende questi farmaci inefficaci, aumentando il rischio di resistenze nei loro confronti da parte dei batteri”. Solo il medico, sottolinea Sessa, può stabilire se in caso di influenza è utile assumere un antibiotico a causa dell’insorgenza di complicanze. L’evenienza si verifica nel 15-20% dei casi, in cui i sintomi persistono per più dei canonici 4-5 giorni di durata dell’influenza. “Le complicanze nei bambini sono rappresentate soprattutto da otiti acute, mentre negli adulti da sinusiti e bronchiti”, spiega Sessa, concludendo: “Per i più piccoli e gli anziani l'evento più pericoloso e temibile è la polmonite”.

 

Foto: © underdogstudios - Fotolia.com

di s.s. (02/03/2016)

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