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L'arma per sconfiggere
il cancro: è nascosta
nelle cellule tumorali

Tutte le cellule malate mantengono una traccia delle mutazioni iniziali, che potrebbe essere utilizzata per effettuare un attacco unico e mirato

L'arma per combattere il cancro potrebbe celarsi all'interno delle stesse cellule tumorali. Ognuna di esse conserva, infatti, una traccia immodificabile, che potrebbe essere rintracciata dal sistema immunitario. Lo sostiene, in uno studio pubblicato sulla rivista Science, il team internazionale di scienziati coordinato da Charles Swanton e Sergio Quezada dell'Ucl Cancer Institute di Londra (Regno Unito), secondo cui la scoperta potrebbe permettere di combattere il cancro anche negli stadi avanzati della malattia. 

 

Gli esperti osservano che sconfiggere i tumori risulta difficile perché il processo di proliferazione delle cellule malate va di pari passo con la loro mutazione. Grazie a questa capacità di cambiare rapidamente, riescono infatti ad adattarsi e a diventare resistente ai farmaci. Per lo più, il cancro si diffonde in modo “ramificato”: dal tronco principale partono rami costituiti da cellule dotate di caratteristiche differenti. Nel corso della ricerca, tuttavia, gli scienziati hanno scoperto che tutte le cellule mantengono una traccia delle mutazioni iniziali, che potrebbe permettere di rintracciarle e combatterle. 

 

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Dopo aver analizzato i risultati di numerosi studi precedenti, i ricercatori hanno scoperto che le cellule tumorali possiedono alcuni antigeni (sostanze che possono essere riconosciute dal sistema immunitario), che rappresentano le prime mutazioni della malattia. Queste caratteristiche restano immutate e sono possedute da tutte le cellule malate. 

 

Gli studiosi hanno anche scoperto che l'organismo di chi è affetto dal cancro possiede già alcune cellule immunitarie, chiamate T, in grado di riconoscere e combattere questi antigeni. Hanno, infatti, isolato queste cellule in due pazienti colpiti da cancro al polmone. Tuttavia, le cellule T sono presenti in misura limitata. Di conseguenza, anche se hanno il potenziale per spazzare via tutte le cellule malate, vengono sopraffatte dalle difese messe in atto dal tumore. 

 

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I ricercatori ritengono che se si riuscisse a moltiplicare in laboratorio le cellule T, o a produrre un farmaco in grado di rivolgere l'attacco di tutte le cellule immunitarie contro questi antigeni, si potrebbe fare in modo di combattere tutte le cellule tumorali con un solo attacco. In questo modo si potrebbe estirpare la malattia alla radice, a prescindere da quanto si sia diffusa. Di conseguenza, potrebbe essere possibile combattere anche il cancro allo stadio avanzato.

 

“Per molti anni abbiamo studiato la risposta immunitaria dell'organismo di fronte al cancro, senza riuscire a comprendere quali elementi delle cellule tumorali siano riconosciute da quelle del sistema immunitario – osserva Sergio Quezada -. Sulla base di questa scoperta, d'ora in poi saremo in grado d'indirizzare il sistema immunitario, aiutandolo a riconoscere il bersaglio e ad attaccarlo”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Nadia Comerci s.p. (07/03/2016)

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