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Allergia

Allergie primaverili, ecco
come proteggere i bambini

Gli esperti del Bambino Gesù di Roma hanno stilato un decalogo su cosa fare e su cosa invece è inutile

Sono più di un milione i bambini italiani che soffrono di allergie. Per loro, l’arrivo della primavera non coincide soltanto con il bel tempo, ma anche con il picco delle manifestazioni allergiche. Tra marzo e luglio, infatti, la concentrazione di pollini nell’aria cresce significativamente, soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose. Ma tenere i bambini chiusi in casa non serve a proteggerli, perché i pollini si diffondono dovunque. Cosa fare allora per difendere i piccoli durante questa stagione? Gli esperti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma hanno stilato il decalogo “Speciale primavera”, che intende aiutare i genitori italiani ad affrontare al meglio questo periodo dell’anno. I consigli sono suddivisi in due sezioni: regole da osservare e rimedi inutili da evitare. 

 

Ecco le cinque norme che le famiglie dei bambini allergici ai pollini dovrebbero seguire nel periodo critico:

1) evitare gite in campagna nelle ore mattutine, soprattutto nei giorni di sole con vento e clima secco;

2) scegliere come meta delle proprie vacanze località di alta montagna o di mare. Ricordare che per altitudini medie (600-1000 metri) le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura;

3) verificare la pulizia dei filtri di condizionamento dell'auto e della casa;

4) non tagliare l'erba del prato e non sostare nelle vicinanze di altri spazi in cui sia stata tagliata l'erba;

5) evitare il contatto con il fumo di tabacco, polveri e pelo di animali.

 

Ecco, invece, i cinque rimedi spesso adottati dai genitori, ma che non giovano ai loro bambini:

1) inutile cercare di evitare i prati, i campi coltivati e i terreni incolti: i pollini si diffondono dovunque, sono progettati per questo;

2) non serve chiudere le finestre o evitare che il bambino esca di casa;

3) abitare ai piani alti non protegge i piccoli dagli allergeni;

4) non aiuta mettere mascherine sul viso del bambino per coprire e proteggere il naso e la bocca, oppure occhiali da sole o cappelli con visiera;

5) evitare i lavaggi endonasali: le prove di efficacia sono tenui, mentre il fastidio per il bambino è assicurato.


Foto: © jovanmandic - Fotolia.com

di redazione (23/03/2016)

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