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Cuore_infarto

Cuore: sempre
più giovani le
vittime d’infarto

L’età media dei soggetti colpiti è scesa a 60 anni

Le vittime d’infarto sono sempre più giovani: l’età media è passata da 64 a 60 anni. Lo sostengono i ricercatori statunitensi della Cleveland Clinic, in uno studio che sarà presentato durante il 65° convegno annuale dell’American College of Cardiology, che si terrà tra il 2 e il 4 aprile a Chicago (Usa).

 

“In generale, la comunità medica ha fatto un lavoro eccezionale nel migliorare i trattamenti per le malattie cardiache, ma questo studio dimostra che occorre fare meglio sul lato della prevenzione – osserva Samir Kapadia, che ha guidato lo studio –. Quando le persone si recano ai controlli di routine, è fondamentale sottolineare l'importanza di ridurre i fattori di rischio, invitandole a perdere peso, a seguire una dieta sana e ad essere fisicamente attive”.

 

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Gli autori hanno esaminato i fattori di rischio di oltre 3.900 persone, che erano state ricoverate presso la clinica americana tra il 1995 e il 2014, dopo essere stati colpiti da Stemi (ST elevation myocardial infarction), la forma più grave d’infarto miocardico. Al termine dell’analisi, gli esperti hanno osservato che l’età media dei pazienti è diminuita, passando da 64 a 60 anni. 

 

Inoltre, l’analisi ha evidenziato che, tra i fattori di rischio, la prevalenza dell'obesità è aumentata del 9% (dal 31% al 40%). Risulta cresciuta anche la proporzione dei soggetti affetti da diabete, passata dal 24 al 31%. È salito pure il tasso d'ipertensione, che dal 55% ha raggiunto il 77%. Inoltre, ha giocato un ruolo significativo la malattia polmonare ostruttiva cronica, incrementata del 7% (dal 5 al 12%). Lo studio. Infine, ha evidenziato un aumento significativo della percentuale di pazienti che presentavano tre o più fattori di rischio, passata dal 65% all'85%.

 

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“La prevenzione deve essere considerata alla base delle cure primarie – prosegue l’esperto-. Non bisogna aspettare di ammalarsi per iniziare a prendersi cura di se stessi e a prestare attenzione al proprio stile di vita e alle proprie scelte alimentari. In primo luogo, occorre impegnarsi a evitare di sviluppare le malattie cardiache”.

 

Foto: © psdesign1 - Fotolia

di n.c. (29/03/2016)

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