X
Ti potrebbe interessare anche
Epatite B: test gratuiti in 15 città. 1 persona su 2 non sa di essere infetta
I numeri dell’Ebola
Oltre 1500 vittime, con epidemie che da trent`anni a questa parte scoppiano in maniera del tutto imprevedibile. È l`ebola, uno dei virus più aggressivi per l`uomo, caratterizzato da febbre emorragica.
La sua storia è legata a doppio nodo all`Africa, tanto che i nomi che segnano la diffusione del virus sembrano un tour del continente nero. Il nome "ebola" deriva dal fiume dell`ex Zaire sulle cui rive venne individuato il primo ceppo. Era il 1976 e il primo ebolavirus, denominato Zaire, causò la prima epidemia: 318 casi e 280 vittime (mai la mortalità sarà così alta: l`88%). Nello stesso anno venne isolato il secondo ceppo, il Sudan, chiamato così perché fu proprio in questo paese che si presentò per la prima volta.
Solo in rari casi l`ebola, nel corso della sua storia, si affaccia fuori dall`Africa. Nel 1989 viene isolato l`ebola Reston, virus rintracciato solo nelle scimmie e mai passato al genere umano. Questo tipo di virus sfiorò anche l`Italia nel 1992, a Siena, dove il ceppo viene identificato in una scimmia proveniente dalle Filippine.
Nel 1994 fu identificato un altro ceppo, il Costa d`Avorio: "a battezzarlo" fu ancora il Paese africano dove si presentò la prima volta. Fortunatamente si registrò solo un caso di contagio, oltretutto non mortale.
Purtroppo, però, le epidemie continuano. L`ex Zaire si trasforma in Repubblica democratica del Congo, ma il virus non cambia nome, né perde forza: colpisce nel 1996, quando tocca anche Gabon e Sud Africa, nel 1997 e nel 2000, causando 223 vittime su 425 casi.
Nel terzo millennio i ceppi Sudan o Zaire si intensificano, manifestandosi con cadenza annuale. Il 2007 è l`anno peggiore: lo Zaire fa 187 morti e in Uganda un nuovo ceppo del virus, il Bundibugyo, causa 149 casi e 37 decessi.
La sua storia è legata a doppio nodo all`Africa, tanto che i nomi che segnano la diffusione del virus sembrano un tour del continente nero. Il nome "ebola" deriva dal fiume dell`ex Zaire sulle cui rive venne individuato il primo ceppo. Era il 1976 e il primo ebolavirus, denominato Zaire, causò la prima epidemia: 318 casi e 280 vittime (mai la mortalità sarà così alta: l`88%). Nello stesso anno venne isolato il secondo ceppo, il Sudan, chiamato così perché fu proprio in questo paese che si presentò per la prima volta.
Solo in rari casi l`ebola, nel corso della sua storia, si affaccia fuori dall`Africa. Nel 1989 viene isolato l`ebola Reston, virus rintracciato solo nelle scimmie e mai passato al genere umano. Questo tipo di virus sfiorò anche l`Italia nel 1992, a Siena, dove il ceppo viene identificato in una scimmia proveniente dalle Filippine.
Nel 1994 fu identificato un altro ceppo, il Costa d`Avorio: "a battezzarlo" fu ancora il Paese africano dove si presentò la prima volta. Fortunatamente si registrò solo un caso di contagio, oltretutto non mortale.
Purtroppo, però, le epidemie continuano. L`ex Zaire si trasforma in Repubblica democratica del Congo, ma il virus non cambia nome, né perde forza: colpisce nel 1996, quando tocca anche Gabon e Sud Africa, nel 1997 e nel 2000, causando 223 vittime su 425 casi.
Nel terzo millennio i ceppi Sudan o Zaire si intensificano, manifestandosi con cadenza annuale. Il 2007 è l`anno peggiore: lo Zaire fa 187 morti e in Uganda un nuovo ceppo del virus, il Bundibugyo, causa 149 casi e 37 decessi.
di paolo fiore (24/11/2008)

- Seguici anche tramite Feed RSS