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Lavoro, amici, amore: quando dire «no» combatte lo stress

“Forse”: pare non ci sia risposta peggiore da dare a chi ha posto una domanda, se si tratta di un persona un po` nevrotica. Uno studio pubblicato su Psychological Science, rivela infatti che per il nostro interlocutore parole cariche di incertezza e ambiguità risultano più stressanti di una risposta chiaramente negativa: come dire, in quest`ultimo caso quantomeno ci si mette l`anima in pace. Insomma, qualche "no" secco e deciso, alle volte, vale più di molte incertezze.
Lo studio è stato condotto all`Università di Toronto: i ricercatori hanno sottoposto i partecipanti a un test per misurare il loro livello di nevrosi. In un secondo momento hanno assegnato ai volontari questionari  da svolgere al computer: ad ogni risposta sul video apparivano casualmente tre segni, un più, un meno o un punto interrogativo senza ulteriori specificazioni. L`elettroencefalogramma dei soggetti nevrotici, alla vista del punto interrogativo registrava un picco di attività cerebrale, in particolare nella corteccia cingolata anteriore, l`area del cervello associata all`ansia e al senso di inadeguatezza.
Gli individui nevrotici preferiscono avere quindi un riscontro immediato, positivo o negativo che sia, alla loro richiesta, piuttosto che temporeggiare in attesa di una possibile risposta affermativa.  “Oggettivamente, un esito incerto è meglio di uno chiaramente e irreversibilmente negativo – commenta Jacob Hirsh, uno degli autori dello studio – ma per le persone affette da nevrosi non è così. Questi soggetti non riescono a vivere in maniera corretta le situazioni caratterizzate da ambiguità”. 
“Meglio il male conosciuto che il bene da conoscere” recita un vecchio proverbio siciliano: nel caso di soggetti nevrotici, i ricercatori canadesi confermano.

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Pubblicato il 24/11/2008