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Cuore: lutto aumenta rischio di fibrillazione atriale

Le probabilità di sperimentare aritmie sono maggiori per le persone di età inferiore ai 60 anni

Il decesso del partner aumenta il pericolo di soffrire di fibrillazione atriale. Questo disturbo, che si manifesta come un'alterazione del ritmo cardiaco (o aritmia), rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di insufficienza cardiaca e ictus. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Open Heart dai ricercatori dell’Università di Aarhus (Danimarca), secondo cui le probabilità di esserne colpiti sono maggiore tra chi ha meno di 60 anni e nei casi in cui il lutto giunge in modo improvviso.


Gli autori hanno coinvolto 88.612 persone cui era stata diagnosticata la fibrillazione atriale e 886.120 individui sani. Le condizioni di salute dei partecipanti sono state seguite dal 1995 al 2014. Nel corso dell’indagine, gli studiosi hanno osservato che tra i soggetti affetti dal disturbo cardiaco, 17.478 avevano subito la perdita del partner. Inoltre, hanno riscontrato che l’incidenza di diabete e cardiopatie era più frequente tra i volontari colpiti da aritmia.

 

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Al termine dell’analisi, i ricercatori hanno scoperto che il rischio di sviluppare la fibrillazione atriale era superiore al 41% tra coloro che erano stati colpiti da un lutto, rispetto alle persone che non avevano sperimentato perdite. In particolare, il pericolo maggiore si manifestava tra gli 8 e i 14 giorni successivi al giorno del decesso. Trascorso questo periodo il pericolo diminuiva gradualmente, fino a diventare simile a quello delle altre persone a distanza di un anno dall’evento. 

 

Lo studio ha anche evidenziato che il rischio di sperimentare aritmie era due volte più elevato tra i vedovi di età inferiore ai 60 anni. Inoltre, risultava maggiore nei casi in cui la morte era inaspettata: il rischio di fibrillazione atriale era più alto del 57% se fino a un mese prima del decesso il partner godeva di buona salute. Non è stato, invece, rilevato un pericolo superiore nei casi in cui il partner risultava malato da tempo e ci si aspettava che il decesso potesse giungere da un momento all’altro.

 

Foto: © Sergey Nivens - Fotolia.com

di Nadia Comerci s.p.
Pubblicato il 06/04/2016