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Assistenza, verso il riconoscimento giuridico dei caregiver familiari

In discussione al Senato un ddl volto a garantirne i diritti

Presto il “caregiver familiare” potrebbe ottenere un riconoscimento giuridico anche in Italia. I diritti di questa figura sono, infatti, già tutelati da diversi paesi europei, come Francia, Spagna, Gran Bretagna e Grecia. Nel Belpaese, invece, chi presta assistenza a un familiare o a un convivente non gode di particolari garanzie. Per colmare questo vuoto normativo, è stato quindi presentato da Laura Bignami del Gruppo Misto, un disegno di legge volto a “riconoscere e tutelare il lavoro svolto dai caregiver familiari e a riconoscere il valore sociale ed economico per la collettività”. La discussione del testo ha avuto inizio lo scorso 6 aprile in Senato.

 

Il ddl stabilisce che la qualifica di “caregiver familiare” sia concessa alle persone che si prendono cura, in ambito domestico e a titolo gratuito, di un familiare o di un affine entro il secondo grado, che risulti convivente, o di un minore dato in affidamento, “che a causa di una malattia o disabilità necessita di assistenza continua, per almeno 54 ore settimanali”.

 

Il disegno di legge punta a riconoscere i diritti di chi svolge questo compito sotto quattro punti di vista: previdenziale, sanitario, lavorativo e reddituale. Ciò significa che, per esempio, i caregiver familiari potranno versare i contributi, godere delle tutele previste per le malattie professionali, mantenere il proprio impiego avendo la possibilità di ricorrere al telelavoro.

di red.
Pubblicato il 11/04/2016

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