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Trombosi, ogni anno 600mila italiani a rischio

Gli esperti lo ricordano nella quinta edizione della Giornata Nazionale per la Lotta a questo problema di salute

Ogni anno la trombosi colpisce 600 mila italiani, esponendoli al rischio di ictus, infarti ed embolie. Nessuno è escluso dal problema: donne, uomini e anche bambini e neonati sono a rischio, ma in un terzo dei casi è possibile evitarlo. A ricordarlo in occasione della Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi è Alt, l’Associazione per la Lotta alla Trombosi e alle malattie cardiovascolari - Onlus. L’iniziativa, giunta alla sua quinta edizione, ha come slogan “Chi impara presto, campa 100 anni” e sarà celebrata anche sul web grazie all’hashtag #ALTpigrizia e i siti www. giornatatrombosi.it e www.altpigirizia.org.

 

Leggi anche: Trombosi, un problema per 8 mila giovani italiani.

 

“La trombosi è grave e subdola: uccide, ma ancora più spesso lascia gravi invalidità, anche in persone molto giovani, addirittura nei bambini”, spiega Lidia Rota Vender, presidente di Alt, proseguendo però con una buona notizia: la trombosi può essere evitata. “Tutti noi possiamo fare molto per prevenirla”, sottolinea infatti Rota Vender, precisando quali sono le armi della prevenzione: la conoscenza e l’assunzione di responsabilità “che ci permettono di comprendere la relazione fra stile di vita e probabilità di malattia, per proteggere il nostro cuore, il nostro cervello e il nostro corpo dalle malattie cardiovascolari da trombosi”.

 

Per questo Alt ripropone il “Manifesto della Salute”, 10 regole di scienza e buon senso per vivere fino a 100 anni diffuse in occasione della prima Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi da Andrea Monti, direttore de La Gazzetta dello Sport, e dalla Squadra della Salute fondata in collaborazione con Gazzetta dello Sport, Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Fcsa (Federazione Centri per la Diagnosi della Trombosi e la Sorveglianza delle Terapie Antitrombotiche) e Siset (Società Italiana di Emostasi e Trombosi). Ecco i suoi punti nel dettaglio.

 

1. Prima di scendere in campo, come ogni giocatore ti guardi allo specchio: il grasso sull’addome corrisponde al grasso intorno al cuore.

2. All’inizio della sfida, studia i tuoi avversari: fumo, vita sedentaria, alcol, cibi grassi. Fissa gli obiettivi e la strategia per combatterli.

3. Parti all’attacco, con intensità e costanza ma senza esagerare. Ogni giorno, minimo 40 minuti consecutivi. L’attività fisica funziona quando inizi a sudare.

4. Impara ad alimentarti correttamente: ogni giorno 5 porzioni di frutta e verdura, almeno 2 litri di acqua e non più di un cucchiaino di sale. Preferisci carni bianche e fai scorta di omega3.

5. Durante la partita è necessario giocare di squadra, coinvolgi gli amici, racconta loro i risultati che stai raggiungendo, sfidali a fare meglio di te.

6. Solo dopo qualche giorno inizi a sentire i tuoi muscoli più in forma. Anche il cuore lavora meglio: si affatica di meno.

7. La noia se n’è andata. L’attività fisica crea assuefazione. L’allenamento ti aiuta a conoscere meglio il tuo corpo. Sai percepire quando tutto fila liscio e quando invece è necessario fare un tagliando. Impara a consumare le calorie necessarie per alimentare il tuo motore.

8. Per vincere adotta tattiche diverse: balla in compagnia, fai le scale al posto dell’ascensore, scendi dal tram due fermate prima della tua. Se hai una bicicletta, pedala!

9. Attento agli auto goal: non perdere la concentrazione e non farti travolgere dall’ansia. L’allenamento costante combatte la produzione degli ormoni responsabili dello stress.

10. Ormai hai imparato, non fermarti. La prevenzione è un gioco che va giocato ogni giorno. Anche quando la strada salita: “Non mollare mai!”

 

di red.
Pubblicato il 12/04/2016

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