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Pressione: se diversa tra un braccio e l'altro, il cuore è in pericolo

Una differenza di almeno 5 mmHg aumenta quasi di due volte il rischio di malattie cardiache

Il rischio di essere colpiti da un disturbo cardiaco potrebbe quasi raddoppiare, se la misurazione della pressione sanguigna su entrambe le braccia fornisce risultati diversi. Lo hanno scoperto, durante uno studio pubblicato sulla rivista British Journal of General Practice, i ricercatori britannici della University of Exeter Medical School di Exeter (Inghilterra) e dell'Università di Edinburgo (Scozia). Gli scienziati precisano che questo fenomeno, già riscontrato in precedenza nei soggetti affetti da patologie cardiovascolari, è stato rilevato anche nelle persone sane.

 

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Nel corso della ricerca, gli autori hanno reclutato 3.350 scozzesi in buona salute, di età compresa tra 50 e 75 anni. Tutti i soggetti scelti presentavano il rischio di soffrire di malattie cardiache o ipertensione, ma non avevano mai sperimentato nessuna di queste condizioni. La pressione sanguigna dei partecipanti è stata misurata su entrambe le braccia, all'inizio della sperimentazione e dopo circa otto anni. 

 

Al termine di questo periodo, è emerso che la maggioranza dei volontari presentava valori pressori differenti tra un braccio e l'altro. In particolare, nel 60% dei casi la differenza era pari o superiore a 5 millimetri di mercurio (mmHg), nel 38% risultava pari o superiore a 10 mmHg e nel 17% si presentava come pari o superiore a 15 mmHg. Dopo aver valutato l'incidenza di malattie cardiovascolari nel campione esaminato, gli studiosi hanno scoperto che quando la differenza rilevata tra le due braccia era di almeno 5 mmHg, il pericolo di morire a causa di una patologia cardiaca era più alto di quasi due volte. 

 

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“Le attuali linee guida stabiliscono che la pressione sanguigna dovrebbe essere misurata su entrambe le braccia per capire se i pazienti sono affetti da ipertensione, ma spesso questo consiglio non viene seguita a causa di limiti di tempo o per mancanza di consapevolezza da parte dei medici – afferma Chris Clark, che ha diretto la ricerca -. L'ideale sarebbe misurare la pressione su entrambe le braccia nello stesso momento, per rilevare eventuali differenze. Tuttavia, in precedenza abbiamo dimostrato che anche misurare un braccio subito dopo l'altro fornisce risultati attendibili. Questo studio dimostra che, sulla base di  una singola coppia di misurazioni, le persone che hanno valori differenti corrono un maggior rischio di soffrire di malattie cardiache, rispetto a quelle che presentano valori simili”.

 

Foto: © Sebastian Kaulitzki - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 09/09/2016

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