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Federfarma: si abbassa la spesa farmaceutica in Italia

Cresciuto, invece, il valore delle ricette

Nel 2015 la spesa farmaceutica in Italia è diminuita. A comunicarlo è Federfarma, secondo cui lo scorso anno la spesa convenzionata netta del Servizio sanitario nazionale ha registrato una diminuzione dell'1,4% rispetto all'anno precedente. Inoltre, si è arrestato l'aumento del numero delle ricette: -2,2% rispetto al 2014. È, invece, cresciuto dello 0,8% il valore medio netto delle ricette, mentre quello lordo dell'1,1%. Si tratta di un andamento legato, in parte, al maggior numero di confezioni prescritte su ciascuna ricetta, che sono passate da una media di 1,86 nel 2014 a una media di 1,9 nel 2015. 

 

La riduzione più evidente di spesa è stata riscontrata in Sicilia (-5,8%), mentre in Veneto si è registrata la maggiore riduzione del numero delle ricette (-7,2%). Nel 2015 le ricette sono state oltre 596 milioni, in media 9,8 per ciascun cittadino. Le confezioni di medicinali erogate a carico del Ssn sono state oltre 850 milioni, all'incirca come nel 2014. Ogni cittadino italiano ha ritirato, in media, 14 confezioni di medicinali a carico del Ssn.

 

È cresciuta in misura minima l'incidenza sulla spesa lorda delle quote di partecipazione a carico dei cittadini, passata dal 13,4% del 2014 al 13,7% del 2015. Nelle regioni in cui il ticket è più incisivo si oscilla dall'11,3% al 17,3%. Complessivamente i cittadini hanno pagato oltre 1,48 miliardi di euro di ticket sui farmaci, di cui più del 64% per la differenza di prezzo rispetto al medicinale equivalente meno costoso.

 

Federfarma evidenzia che tra i farmaci a carico del Ssn, nel 2015 la spesa maggiore è stata sostenuta per l'acquisto dei medicinali per il sistema cardiovascolare. Tuttavia, grazie al maggior utilizzo di farmaci a brevetto scaduto di prezzo più basso, sono diminuiti sia i consumi (-0,3%) sia la spesa (-1,4%). 

 

Nel 2015, i medicinali maggiormente prescritti sono stati quelli per gastrite, ulcera, reflusso gastrico (inibitori di pompa), che però registrano un sensibile calo dei consumi (-2,5% rispetto al 2014). Fra gli antipertensivi diminuisce il ricorso agli ace-inibitori associati ai diuretici, mentre aumenta l'impiego dei betabloccanti. In forte aumento (+32,1% rispetto al 2014) l'utilizzo di vitamina D. La specialità più prescritta, nonostante il calo delle prescrizioni (-0,8% rispetto al 2014), è la cardioaspirina, seguita dal dibase (farmaco per le carenze di vitamina D) che invece è in forte crescita (+17,5%).

 

Federfarma rileva, infine, che lo sconto per fasce di prezzo a carico della farmacie ha prodotto nel 2015 un risparmio di oltre 500 milioni di euro. A questi vanno sommati 70 milioni di euro derivanti dalla quota dello 0,64% del cosiddetto pay-back, anch'esso a carico delle farmacie. Inoltre, dal 31 luglio 2010 si è aggiunta anche la trattenuta dell'1,82% sulla spesa farmaceutica, aumentata da luglio 2012 al 2,25%. Questa trattenuta aggiuntiva ha comportato, per le farmacie, un onere quantificabile nel 2015 in circa 195 milioni di euro. Complessivamente, pertanto, nel 2015 il contributo diretto delle farmacie al contenimento della spesa è stato di circa 770 milioni di euro.

 

Foto: © mattz90 - Fotolia.com

di redazione
Pubblicato il 29/04/2016