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Birra, un consumo moderato e gli effetti sul cuore

Lo ha scoperto una ricerca internazionale guidata dall’I.r.c.c.s. Neuromed di Pozzilli

Un consumo moderato di birra potrebbe fare bene al cuore. Berne una lattina al giorno potrebbe, infatti, ridurre fino al 25% il rischio di malattie cardiovascolari. È quanto emerge da uno studio internazionale pubblicato sulla rivista Nutrition, metabolism and cardiovascular diseases e diretto dai ricercatori italiani del Dipartimento di Epidemiologia e prevenzione dell’I.r.c.c.s. Neuromed di Pozzilli (IS). Secondo gli esperti, come avviene per il vino, l’assunzione quotidiana e misurata di birra potrebbe avere effetti benefici per la salute. Il consumo eccessivo, invece, dannegga l’organismo. 

 

“È importante precisare che quando ci si riferisce al consumo di birra (e di bevande alcoliche in generale), bisogna innanzitutto stigmatizzare categoricamente il consumo eccessivo e la pratica del binge drinking (il bere esageratamente in singole occasioni, ad esempio durante il weekend), abitudini sempre dannose per l’organismo – afferma Simona Costanzo, che ha partecipato alla ricerca –. Invece un consumo moderato e regolare di birra, inserito nel contesto di una dieta salutare, con uno stile di vita sano fatto anche di attività fisica, non risulta avere effetti dannosi e si dimostra anzi capace di diminuire il rischio di patologie cardiovascolari”.

 

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Durante la ricerca, gli autori hanno esaminato oltre 150 studi internazionali sugli effetti del consumo di birra. Al termine, hanno scoperto che bere fino a 0,662 litri di birra al giorno – una quantità equivalente a una lattina - potrebbe ridurre il rischio di malattie cardiache fino al 25%

 

Birra e vino sono bevande alcoliche fermentate – osserva Giovanni de Gaetano, Direttore del Dipartimento di epidemiologia e coordinatore della ricerca –. Sono diverse dai superalcolici o da altri drink elaborati. Anche le ricerche scientifiche mostrano queste differenze in termini di effetti sulla salute. Il quadro che emerge dal nostro documento e dagli studi su cui esso si basa, è quello di due aspetti molto diversi tra loro: da un lato c’è la bevanda alcolica consumata moderatamente durante i pasti, momento conviviale, qualcosa che fa parte di molte culture. Dall’altro c’è quel bere con cui si vuole solo ingerire alcol, tipico dell’abuso che spesso caratterizza il consumo di superalcolici”.

 

“Il nostro documento, oltre alla valenza internazionale vuole essere un utile punto fermo nella visione del ruolo del consumo di birra sulla nostra salute – conclude Augusto Di Castelnuovo, uno degli autori –. Per prima cosa, evidenzia come il consumo eccessivo di qualsiasi tipo di bevanda alcolica sia senza dubbio dannoso, con gravi danni a diversi organi e apparati del nostro organismo. Non c’è ragione, invece, di invitare a smettere di bere chi ha l’abitudine di consumare birra moderatamente, né d’ altra parte incoraggiare gli astemi a iniziare a bere. Vorrei sottolineare inoltre che il bere alcol, di qualsiasi tipo, non deve essere concesso a giovani e giovanissimi, alle donne in gravidanza e naturalmente a chi ha patologie per le quali l’alcol può essere un fattore aggravante”.

 

Foto: © Pixabay

di redazione
Pubblicato il 30/05/2018