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Cancro, in aumento sopravvivenza tra le donne

L’incidenza di quelle che si ammalano, tuttavia, non tende a diminuire

Anche se il numero delle donne che si ammalano di cancro resta stabile, aumentano le probabilità di sopravvivenza. Nel 2015 quelle ancora in vita dopo una diagnosi di carcinoma alla mammella erano il 19% in più rispetto al 2010. Lo hanno annunciato gli esperti riuniti in occasione del convegno “La qualità della vita dopo il tumore le nuove opportunità terapeutiche”, promosso dall’Associazione Italiana protezione della fertilità (Aipf) in collaborazione  con l’Università “La Sapienza” e l’Azienda ospedaliera “Sant’Andrea” di Roma. 

 

“Il calo della mortalità è in larghissima parte merito delle attività di screening e di diagnosi precoce – ha affermato Massimo Moscarini,  Presidente Aipf -, e questo vale soprattutto per i tumori particolarmente aggressivi come il cancro all’ovaio, che resta tuttavia molto difficile da individuare per l’assenza di una sintomatologia evidente e di strumenti ad hoc”. 

 

Nel 2015 in Italia sono stati registrati circa 5 casi di tumore maligno ogni mille donne e 2,5 decessi ogni mille. Si stima che i casi diagnosticati siano stati 363 mila - esclusi quelli della cute -, di cui il 46% riferito alle donne. Tra la popolazione femminile, in particolare, sono stati individuati 692.955 tumori alla mammella, 201.617 al colon-retto-ano, 124.850 alla tiroide e 109.981 all’utero. Tra il 2006 e il 2010 l’incidenza del cancro tra gli uomini è diminuita del 2,8% all’anno, mentre tra le donne è rimasta sostanzialmente stabile. Tuttavia, risulta in costante calo la mortalità: nel 2015 il numero delle donne ancora in vita dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore al seno è aumentato del 19% rispetto al 2010. Un aumento simile (+21%) è emerso per il numero di italiani (427.562) che vivono nel 2015 dopo una diagnosi di tumore del colon retto.  

 

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“Elevare la qualità della vita dopo un tumore, è questo il grande ed ultimo traguardo che vogliamo raggiungere come medici – ha precisato il professor Moscarini -. Se un tempo l’aspettativa di vita dopo un tumore era bassa, oggi si può sperare d’invecchiare esattamente come chi non ha mai avuto un tumore preservando l’integrità del corpo e tutte le sue funzioni, compresa la possibilità di avere figli in caso di tumore in età giovanile. Sogno, questo, che un tempo le giovani donne vedevano andare in frantumi di fronte a una diagnosi di tumore”. 

 

Anche se le nuove terapie permettono sempre più di sopravvivere al cancro, l’arma principale contro questa malattia resta sempre la prevenzione. “Del tumore, dunque, bisogna avere sempre meno paura, ma non per questo abbassare la guardia…. sfida infatti non ancora completamente vinta resta quella che riguarda l’adozione di corretti stili di vita da parte delle donne – ha concluso l’esperto -. Il fumo, l’alcol e l’obesità sono fattori di rischio importanti, ma purtroppo sempre più presenti nella vita delle persone. Basti pensare all’aumento dei casi di cancro ai polmoni nelle donne a causa di un aumento della popolazione femminile fumatrice”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di n.c.
Pubblicato il 20/05/2016