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Incontinenza urinaria, 5 consigli per un'igiene corretta

Al bando vergogna e ossessioni: ecco le regole che aiutano a gestire il problema

L’incontinenza urinaria è considerata un problema preoccupante dal 30% degli italiani. A confermare il forte carico psico-emotivo associato al problema è la ricerca Doxa-TENA “Il tempo che mi cambia: cosa mi fa la differenza”, secondo cui alla comparsa delle prime perdite gli italiani desiderano soprattutto ritrovare il controllo e tornare a sentirsi padroni di loro stessi, non doversi vergognare di fronte agli altri e riacquistare la propria vita sociale e intima.

 

Ai problemi psico-emotivo si sommano quelli pratici. L’uso di prodotti intimi che mascherino cattivi odori può risultare aggressivo per la pelle; il problema è ancora maggiore se la pulizia diventa quasi un’ossessione e il numero di detersioni quotidiane di moltiplica esponenzialmente. Il risultato sono irritazioni e infiammazioni che non fanno altro se non peggiorare ulteriormente la situazione.

 

Una corretta igiene intima aiuta invece ad affrontare l’incontinenza urinaria senza imbarazzi. Ecco i 5 consigli per gestire la situazione di Debora Marchioni, specialista in urologia di Bologna, rappresentante nazionale del Gruppo Giovani della Società di uro-oncologia e delegato regionale della Società Italiana Urologia Territoriale.

 

Lavarsi sì, ma senza esagerare. La detersione riduce al minimo il ristagno dell’urina su cute e mucose, ma se è eccessiva può favorire le irritazioni aggredendo lo strato protettivo delle mucose ed esponendo ai potenziali allergeni presenti nei prodotti per l’igiene. Il consiglio è di lavarsi nel momento in cui ci si sente umidi senza però trasformare la pulizia in un’ossessione. Dopo la detersione è possibile applicare prodotti che ricreino lo scudo protettivo delle mucose e in grado di esercitare, eventualmente, un'azione antisettica.

Scegliere il detergente giusto, prestando attenzione alla qualità del prodotto e al bilanciamento acido/basico. Meglio scegliere detergenti che riducano al minimo il rischio di allergie e con pH neutro. Infatti i prodotti acidi irritano le mucose fragili, mentre quelli basici aumentano il rischio di proliferazione di batteri nella vescica.

Fare attenzione ai rimedi alternativi. A volte i prodotti proposti non offrono una vera protezione assorbente: si tratta di scampoli o bende di cotone che possono promuovere la macerazione delle mucose. Altre volte si acquistano assorbenti troppo sottili, troppo grandi o inadeguati al momento della giornata in cui viene utilizzato, altre ancora si usano prodotti pensati per il ciclo mestruale, le cui perdite hanno caratteristiche ben diverse rispetto a quelle associate all’incontinenza urinaria. Fortunatamente esistono soluzioni prodotte con polimeri superassorbenti e traspiranti che garantendo un’assorbenza rapida riducono il contatto di pelle e mucose con i liquidi.

Cambiarsi più spesso, regolando la frequenza dei cambi in base all’entità dell’incontinenza e alle attività svolte. Il cambio dovrebbe coincidere, se possibile, con la detersione.

Adattare la protezione alla situazione. I prodotti assorbenti per l’incontinenza non sono tutti uguali. Ne esistono, ad esempio, di forme diverse che si adattano a diversi tipi di abbigliamento e soluzioni più avvolgenti che possono essere utili nel caso in cui potrebbe essere difficile trovare un bagno per cambiarsi.

 

Foto: Pixabay 

di s.s.
Pubblicato il 23/05/2016

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