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Neonati, esperienze influenzano legame tra linguaggio e pensiero

Gli eventi vissuti durante i primi mesi di vita influiscono sullo sviluppo cognitivo umano

La facoltà di comprendere il significato delle parole si manifesta fin dai primi mesi di vita ed è veicolata dalle esperienze. Lo sostengono, in uno studio pubblicato sulla rivista Cognition, due ricercatrici della Northwestern University di Evanston (Usa), Danielle R. Perszyk e Sandra R. Waxman. Secondo le autrici, gli eventi vissuti dai neonati influenzano la loro capacità di associare il linguaggio a precise categorie di pensiero

 

Durante una ricerca precedente, le due studiose americane hanno scoperto che, fin dalla nascita, i bambini hanno la capacità di comprendere i segnali comunicativi emessi non solo dagli umani, ma anche dagli animali. Hanno, infatti, osservato che i bimbi di tre mesi sono in grado di creare categorie mentali basandosi sull'ascolto delle vocalizzazioni effettuate dalle persone e da primati non umani (nel caso specifico i lemuri). Tuttavia, all'età di sei mesi quest'abilità comincia a diminuire, fino sparire del tutto. Nel giro di alcune settimane, i bambini diventano capaci di categorizzare mentalmente soltanto i vocalizzi umani.

 

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Per comprendere i meccanismi alla base di questo processo, le scienziate hanno fatto ascoltare ad alcuni bimbi di sei mesi solo i vocalizzi prodotti dagli animali. Al termine dell'esperimento, hanno osservato che grazie a questa esperienza, i piccoli sono stati in grado di mantenere la capacità di collegare questi segnali a precise categorie di pensiero. Successivamente, le studiose hanno fatto sentire ai bimbi alcune parole pronunciate al contrario – si tratta di un segnale acustico che, durante il primo anno di vita, generalmente non viene categorizzato. In questo caso, la sperimentazione ha dato esito negativo.

 

Secondo le autrici, i risultati dello studio dimostrano l'importanza dell'esperienza per la formazione del pensiero umano. Inoltre, ritengono che la scoperta potrebbe migliorare la comprensione dello sviluppo precoce del linguaggio e della crescita cognitiva. “La ricerca fornisce un punto di osservazione da cui partire per analizzare l'intricata interfaccia esistente tra le capacità innate nei neonati umani e la forza formativa dell'esperienza – spiega Sandra Waxman -. Qui si dimostra che l'esperienza risulta fondamentale nel guidare i bambini, con sempre maggiore precisione, nell'individuazione dei segnali comunicativi che continueranno ad associare a un significato e di quelli con cui smetteranno di sintonizzarsi”.

 

Foto: © Alena Ozerova - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 10/07/2018