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Sterilità maschile, cinque regole salva-fertilità

La Sia indica come prevenire l'infertilità fin da giovani

Circa la metà degli adolescenti maschi soffre di disturbi andrologici. Si tratta di un fenomeno da non sottovalutare, perché se non vengono curati, questi problemi possono sfociare nell'infertilità. Ne è una prova il fatto che il 40% dei casi di sterilità maschile sono provocati dal varicocele. Per contrastare questo problema, la Sia (Società italiana di andrologia) e la Società italiana di pediatria (Sip) intendono lanciare un progetto di prevenzione andrologica nell’età evolutiva, che coinvolgerà tutti i pediatri italiani. L'iniziativa sarà presentata durante il Congresso Sia, che si terrà a Stresa dal 28 al 31 maggio. 

 

“Non è mai stata fatta una simile prevenzione nei pazienti in età evolutiva, un errore di cui si pagano le spese - spiega Matteo Sulpasso, Primario della U.O. di Chirurgia pediatrica e andrologia pediatrica dell’età evolutiva presso la Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda (VR), membro della Sia e ideatore dell’iniziativa -. Tutti i pediatri di famiglia italiani dovranno inserire nei bilanci di salute che fanno periodicamente anche la situazione andrologica del paziente, che verrà monitorata tramite la compilazione a età prestabilite di una scheda andrologica, messa a punto grazie alla collaborazione tra la Società italiana di andrologia (Sia) e la Società italiana di pediatria (Sip)”.

 

Il progetto prevede che i controlli siano effettuati in base all'età dei bambini. In particolare, a 6 mesi e a 1 anno saranno valutati la posizione del testicolo, eventuali ipospadie e patologie del dotto peritoneo–vaginale. A 5 anni verrà esaminata la presenza di fimosi, aderenze balano-prepuziali e patologie del dotto peritoneo-vaginale. Infine, dai 10 anni ai 14 anni verranno analizzati stadio puberale, varicocele sinistro e ginecomastia. Se i pediatri dovessero riscontrare delle anomalie, il paziente verrà inviato all’andrologo per essere sottoposto a un approfondimento diagnostico. “Grazie a questa iniziativa - aggiunge Giorgio Franco, Presidente Sia -, il pediatra avrà i mezzi e le competenze per monitorare l’apparato genitale dei suoi piccoli pazienti maschi dalla nascita fino all’età in cui passeranno sotto il medico di medicina generale, secondo precise indicazioni di valutazione dettate dalla scheda andrologica”.

 

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La Sia evidenzia che circa 250-300mila coppie italiane si trovano a dover fare i conti con l'infertilità. Nella metà dei casi il problema dipende proprio dall'uomo. Secondo gli esperti, negli ultimi due decenni la sterilità maschile in Italia avrebbe raggiunto “valori preoccupanti”. Inoltre, osservano che nel corso degli ultimi 50 anni il numero degli spermatozoi si è quasi dimezzato. L'80% dei problemi andrologici, spiegano gli studiosi, si sviluppa in età pediatrica. Tuttavia, almeno la metà potrebbe esser evitata con la prevenzione. Per questo motivo, la Società italiana di andrologia ha redatto una serie di misure dirette a salvaguardare la fertilità degli adolescenti:

1) eseguire i controlli previsti, in modo da poter individuare precocemente eventuali patologie congenite e poterle trattare adeguatamente prima che causino danni;

2) limitare il consumo di alcol e tenersi lontani da droghe, fumo e doping sportivo;

3) condurre uno stile di vita sano, a partire dall’alimentazione, che deve essere equilibrata e ricca di frutta e verdura. Evitare anche l’eccessivo aumento di peso e praticare una regolare attività sportiva. Gli esperti precisano che, fin dall’infanzia, l’obesità è pericolosa per la salute sessuale perché incide sulla produzione degli ormoni maschili;

4) evitare l’eccesso di calore a livello scrotale. Per esempio, il pc appoggiato sulle gambe provoca un aumento della temperatura che può essere dannoso. Preferire indumenti intimi di cotone anziché sintetici, non indossare pantaloni con il cavallo stretto;

5) limitare, per quanto possibile, l’esposizione ad agenti inquinanti. L’inquinamento, di qualsiasi tipo, da quello dell’aria a quello degli alimenti, incide sul danno testicolare e, quindi, sulla produzione ormonale maschile.

 

Foto: © abhijith3747 Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 27/05/2016

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