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Sì alla sanità digitale, dal Veneto le prove dei vantaggi

I benefici interessano sia il cittadino che la sanità pubblica

La scarsa alfabetizzazione informatica spesso chiamata a giustificare la limitata diffusione dell'utilizzo dei servizi online non sembra ostacolare lo sviluppo della sanità digitale e i benefici che derivano dai servizi sanitari cui è possibile accedere attraverso Internet. A dimostrarlo è il caso del Veneto, illustrato da una ricerca condotta dal Censis in collaborazione con Arsenàl.IT, Centro Veneto Ricerca e Innovazione per la Sanità Digitale, presentata a Roma in occasione del Forum Pa. In questa regione ben il 60% degli abitanti, inclusi molti ultrasessantacinquenni, scarica i referti online, giudicando l'operazione semplice nella stragrande maggioranza dei casi.

 

Le caratteristiche fondamentali che fanno sì che i servizi online siano utilizzati sono la semplicità, l'accessibilità e benefici immediati. Il 90% degli utenti ha ad esempio giudicato decisiva la possibilità di evitare spostamenti superflui e di accedere ai servizi a distanza. Sembra inoltre importante che il cittadino venga accompagnato nel mondo della sanità digitale; infatti il 74% degli utenti veneti è venuto a conoscenza del servizio grazie agli operatori sanitari, che devono essere adeguatamente formati per informare i cittadini dei vantaggi associati all'utilizzo dei servizi online. Tra questi è incluso, ad esempio, un possibile risparmio di 120 milioni di euro in forma di viaggi e tempo necessari per ritirare i referti.

 

L'indagine evidenzia anche i benefici per la sanità pubblica. In Veneto è stato ad esempio possibile dematerializzare 46 milioni di ricette rosse e telemonitorare più di 3 mila pazienti cronici. I vantaggi non sono quindi solo a beneficio dei cittadini, ma dell'intero sistema sanità, e l'uso delle tecnologie digitali potrebbe essere la base su cui costruire un nuovo paradigma di servizi.

 

Foto: © avarand - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 30/05/2016