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Fuma un quinto dei milanesi, percentuale stabile da 5 anni

Consumate in media 10,5 sigarette al giorno

Un quinto dei milanesi di età superiore ai 14 anni fuma. Dal 2012 il numero degli amanti delle “bionde” dai 15 anni in su oscilla tra il 20 e il 21% della popolazione. Ciò significa che negli ultimi 5 anni a Milano la percentuale di fumatori è rimasta stabile. Questo dato indica che si è interrotto il trend decrescente registrato negli anni precedenti. Inoltre, dimostra la difficoltà di eradicare quest'abitudine. È quanto emerge da un’indagine condotta dalla Doxa su richiesta della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt) di Milano, in occasione della “Giornata mondiale senza tabacco”, indetta dall’Organizzazione mondiale per la sanità per il 31 maggio.

 

“Il numero dei fumatori a Milano è rimasto stabile negli ultimi 5 anni; dal 2012 ad oggi i fumatori dai 15 anni in su oscillano tra il 20 e il 21%, senza alcuna variazione significativa, dopo il trend decrescente degli anni precedenti – afferma Marco Alloisio, Presidente della Lilt di Milano –. Questa stabilità è forse la dimostrazione che l’abitudine dannosa al fumo è così radicata che risulta sempre più difficile contrastarla. Infatti ciò che emerge è che non sono aumentati i fumatori, ma non sono nemmeno diminuiti”.

 

Il rapporto ha analizzato la diffusione del tabagismo tra gli abitanti della città lombarda. Ha quindi rilevato che le sigarette consumate ogni giorno sono in media 10,5: precisamente 11 per gli uomini e 10 per le donne. Rispetto allo scorso anno, la quantità totale è rimasta la stessa, perché la riduzione da parte delle donne (da 11,4 a 10) è stata bilanciata dall'aumento del consumo maschile (da 9,5 a 11). In compenso, il numero delle fumatrici è diminuito del 3% in un anno, passando dal 21% al 18%. Inoltre, è aumentato anche il desiderio di smettere: “A mio avviso – osserva il professor Alloisio -, il dato milanese incoraggiante, che emerge dall’indagine, riguarda l’aumento dell’intenzione di smettere di fumare nei prossimi 6 mesi cresciuta dal 20 al 26% (32% fra le donne) rispetto allo scorso anno”. 

 

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L'indagine ha evidenziato che l’uso della sigaretta elettronica risulta decisamente contenuto e riguarda solo l’1% dei fumatori milanesi. Ha registrato, invece, un aumento del consumo di sigarette fatte a mano. “Un fenomeno che sembra aver assunto un peso rilevante è rappresentato dalle sigarette fatte a mano – spiega Paolo Colombo, ricercatore dell’Istituto Doxa -, che secondo la nostra indagine pesano per il 13% a Milano, in crescita significativa rispetto agli anni precedenti (5% nel 2014, 11% nel 2015) seppur con forti differenze tra uomini e donne (21% vs 5%, rispettivamente)”.  

 

Ogni anno, sottolinea Lilt Milano, muoiono circa 83 mila italiani per patologie correlate al fumo. In particolare, l’85-90% di tutti i tumori polmonari sono riconducibili a quest'abitudine. Il cancro al polmone rappresenta il 21% dei decessi per tumore nella popolazione della provincia di Milano. Nel 2014, in questo territorio sono stati registrati 1760 decessi causati da questa patologia, di cui 1178 uomini e 582 donne. Il pericolo di contrarre la malattia cresce in corrispondenza con la quantità di sigarette fumate ogni giorno e con la durata del vizio. Per questo motivo, la Lilt sottolinea l'importanza di continuare a informare la popolazione sui rischi che quest'abitudine comporta per la salute umana. 

 

Cosa fare allora per sensibilizzare ulteriormente i cittadini sui pericoli associati al tabacco? “Dovendo dare dei suggerimenti per la lotta al fumo – conclude il dottor Colombo -, i milanesi chiedono un incremento del costo delle sigarette (21%), il divieto di fumo in qualsiasi luogo pubblico (17%), un’intensificazione dei controlli sulla vendita ai minori (16%) e l’eliminazione dei distributori automatici di sigarette (10%)”. 

 

Foto: © Sondem - Fotolia.com

di n.c.
Pubblicato il 06/06/2016