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Cancro, meno casi in Italia. Aumenta tasso di sopravvivenza

L'Aiom mette in guardia: resta problema appropriatezza di esami e terapie

Per la prima volta in Italia si registra una riduzione dei nuovi casi di cancro, passati da 365.500 nel 2014 a 363.300 nel 2015. In particolare, sono diminuite le diagnosi tra gli uomini. Inoltre, è cresciuto il tasso di sopravvivenza: in 10 anni le guarigioni sono aumentate del 15%. Oggi il 70% dei pazienti colpiti dai tumori più frequenti sopravvive alla malattia. Lo ha comunicato l'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), durante il  Congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco), in programma dal 3 al 7 giungo a Chicago (Usa).

 

Gli esperti evidenziano che nel 2014 sono stati spesi in tutto il mondo circa 100 miliardi di dollari per i farmaci antitumorali, il 33% in più rispetto alla fine degli anni Novanta. Tuttavia, l'Aiom mette in guardia: almeno il 15% degli esami oncologici impiegati a scopo diagnostico sono utilizzati in maniera impropria. Inoltre, alcune terapie di non comprovata efficacia costano al sistema sanitario circa 350 milioni di euro l'anno, mentre il peso delle visite di controllo è pari a 400 milioni.

 

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“Un esempio emblematico, è quello dei marcatori tumorali, spesso impiegati a scopo diagnostico in persone non colpite dalla malattia – spiega Carmine Pinto, Presidente Aiom -. Nel 2012 sono infatti stati eseguiti oltre 13 milioni di questi test a fronte di 2 milioni e 300mila italiani che vivevano dopo la diagnosi (oggi sono più di 3 milioni). Ad oggi, nessun marcatore tumorale si è dimostrato utile per la diagnosi precoce dei tumori e quindi non devono essere utilizzati al di fuori dell'ambito strettamente clinico, dove sono impiegati in pazienti che hanno già avuto una diagnosi di specifiche neoplasie e solo in due situazioni: per la valutazione della risposta al trattamento e per la diagnosi di recidiva di malattia in pazienti già trattati”.

 

L'Aiom sottolinea che l'oncologia rappresenta un capitolo di costo consistente per i sistemi sanitari di tutto il mondo. Si stima, infatti, che nel 2017 costituirà la prima voce di spesa farmacologica nei paesi industrializzati. “Riuscire a garantire l'accesso alle terapie innovative a tutti i pazienti sta diventando una questione centrale - dichiara Pinto -. Un obiettivo da raggiungere anche grazie all'appropriatezza. Ciò significa che vanno evitati gli sprechi determinati da trattamenti di non comprovata efficacia, esami e test diagnostici non appropriati, considerando appunto che almeno il 15% degli esami strumentali è oggi utilizzato impropriamente”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di n.c.
Pubblicato il 09/06/2016

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