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Salute, 11 milioni di italiani costretti a rinunciare a cure

Le lunghe liste d'attesa spingono oltre 10 milioni di cittadini a rivolgersi alla sanità privata

Sono 11 milioni gli italiani costretti a rinviare o a rinunciare alle cure sanitarie per motivi economici. Quelli che, invece, scelgono di ricorrere alla sanità privata a causa delle lunghe liste d'attesa sono 10,2 milioni. È quanto emerge dalla ricerca Censis-Rbm Assicurazione Salute “Dalla fotografia dell'evoluzione della sanità italiana alle soluzioni in campo”, che è stata presentata l'8 giugno a Roma in occasione del VI “Welfare Day”. 

 

Rinuncia alle prestazioni sanitarie – L'indagine evidenzia che 11 milioni di italiani nel 2016 hanno dovuto posticipare o addirittura rinunciare alle cure, a causa di difficoltà economiche. Nel 2012 questa numero si fermava a 9 milioni. Secondo il Censis, il fenomeno riguarda in particolare 2,4 milioni di anziani e 2,2 milioni di millennials.

 

Sanità privata – In generale, la spesa sanitaria privata è arrivata a 34,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 3,2% tra il 2013 e il 2015. Si tratta di una percentuale due volte maggiore rispetto all'aumento della spesa complessiva per i consumi delle famiglie rilevata nello stesso periodo (pari a +1,7%). Secondo l'indagine, l'incremento è dovuto anche ai lunghi tempi d'attesa, che hanno spinto 10,2 milioni di italiani a rivolgersi al privato. Invece 7,1 milioni  hanno fatto ricorso all'intramoenia: nel 66,4% dei casi proprio per evitare le lunghe liste d'attesa. Il 30,2% si è rivolto alla sanità a pagamento anche perché i laboratori, gli ambulatori e gli studi medici sono aperti nel pomeriggio, la sera e nei weekend. 


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Qualità dei servizi sanitari - Per il 45,1% degli italiani, negli ultimi due anni la qualità del Servizio sanitario della propria regione è peggiorata: lo pensa il 39,4% dei residenti nel Nord-Ovest, il 35,4% di quelli che abitano nel Nord-Est, il 49% dei cittadini del Centro e il 52,8% di quelli del Sud. Per il 41,4% degli intervistata la qualità è rimasta inalterata, mentre solo per il 13,5% è migliorata. Inoltre, il 52% degli italiani considera “inadeguato” il Servizio sanitario della propria regione - la percentuale sale al 68,9% nel Mezzogiorno e al 56,1% al Centro, mentre scende al 41,3% nel Nord-Ovest e al 32,8% nel Nord-Est. 

 

Sanità integrativa - Il 57,1% degli italiani ritiene che chi può permettersi una polizza sanitaria, o lavora in un settore in cui è disponibile la sanità integrativa, dovrebbe stipularla. Più di 26 milioni di italiani affermano di essere propensi a sottoscrivere una polizza sanitaria o ad aderire a un Fondo sanitario integrativo.

 

Prescrizioni inutili - Nell'ultimo anno 5,4 milioni di italiani hanno ricevuto prescrizioni di farmaci, visite o accertamenti diagnostici che si sono rivelate inutili. Tuttavia, il 51,3% degli italiani si dichiara contrario a sanzionare i medici che le hanno prescritte. Il 64% degli italiani è contrario alla legge che fissa le condizioni che rendono una prestazione sanitaria necessaria e da pagare solo con il ticket (quindi non per intero). Di questi, il 50,7% si oppone perché ritiene che solo il medico possa decidere se la prestazione è effettivamente necessaria. Il 13,3%, invece, perché reputa che le leggi siano motivate solo dalla logica dei tagli.

 

Foto: © Pixinoo_Fotolia

di n.c.
Pubblicato il 09/06/2016

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