Logo salute24

Chirurgia plastica, le principali funzioni del trapianto di grasso

Oltre a rimodellare viso e corpo, serve anche a rigenerare i tessuti

Nel 2014 sono stati eseguiti 28.500 interventi di trapianto di grasso autologo. Si tratta dell’operazione di chirurgia plastica che ha mostrato la crescita maggiore: le richieste sono aumentate del 20% in un anno. Lo comunica l'Associazione italiana di chirurgia plastica estetica (Aicpe), precisando che l’auto-trapianto di grasso corporeo ha diverse funzioni. Può, infatti, essere impiegato per restituire volume al volto, per rimodellare il corpo e per riempire le cicatrici, in modo da diminuirne la visibilità. Inoltre, grazie alle cellule staminali che vi sono contenute, aiuta anche a rigenerare i tessuti.

 

“Negli ultimi anni il trapianto di grasso ha fatto grandi passi in avanti - spiega Eugenio Gandolfi, Presidente di Aicpe -. Oggi siamo in grado di impiantare particelle di tessuto adiposo sia in aree molto delicate, come ad esempio la palpebra inferiore dell’occhio, utilizzando una tecnica di micro o nano lipofilling, sia in ampie zone corporee come le mammelle o i glutei, ove si utilizzano metodiche di macro lipofilling in alternativa alle protesi”.

 

Leggi anche: Medicina e chirurgia estetica:  anche con la crisi è tempo di crescita

 

La novità più sostanziale, secondo l’Aicpe, è rappresentata dall’uso delle cellule staminali. Il tessuto adiposo, infatti, ne presenta quantità significativamente più alte rispetto ad altri tessuti. “Gli studi hanno dimostrato che le cellule staminali hanno un’enorme capacità di rigenerazione dei tessuti, da quelli cicatriziali a quelli invecchiati, che hanno in alcuni ambiti capacità o potere terapeutico - prosegue l’esperto -. Sembra ormai certo che, nell’ambito della chirurgia plastica, il volume di grasso che ‘attecchisce’ è superiore se il numero di staminali presenti nel tessuto trasferito è più alto. Da qui nascono gli studi attuali, che mirano ad arricchire i prelievi di grasso di cellule staminali. E qui entrano in gioco le banche delle staminali del grasso, che stanno nascendo per conservare il materiale non utilizzato”.

 

Ma a cosa serve, di preciso, il trapianto di grasso? L’Aicpe elenca le principali funzioni di questa procedura.

Viso: il grasso autologo rimodella il volume di volto, palpebra e sopracciglia.

Cute: il trapianto di grasso contribuisce, grazie alle cellule staminali, a un miglioramento complessivo della qualità della pelle.

Corpo: il grasso rappresenta un’alternativa alle protesi di silicone per seno e glutei.

Rimodellamento corporeo: prima di essere trasferito il grasso viene prelevare con la liposcultura, per cui questa procedura consente anche di ridurre la presenza di adipe nelle zone in cui risulta più in eccesso, di solito fianchi e addome.

Cicatrici: il trapianto di grasso serve per riempirle e diminuirne la visibilità.

 

Foto: © Tijana - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 15/06/2016