Logo salute24

Osteoporosi, ricercatore italiano porta i farmaci nello spazio

Grazie a un progetto vincitore di un bando indetto da uno spin-off della Nasa sarà possibile studiare in un solo mese l'effetto a lungo termine dei bisfosfonati

Studiare la risposta delle articolazioni al trattamento a lungo termine con i bisfosfonati, farmaci ampiamente utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi, in un laboratorio allestito nello spazio: a spalancare le porte a questa fantascientifica possibilità è la messa a punto di un bioreattore ideato all’Università di Pittsburgh da un ricercatore italiano, Riccardo Gottardi. Grazie a una borsa di studio della Fondazione Ri.MED, Gottardi ha potuto seguire un progetto che nel mese di marzo 2016 ha vinto un bando indetto dallo spin-off della Nasa "Casis" (Center for the Advancement of Science In Space), aggiudicandosi così l’opportunità di partecipare alle prossime ricerche scientifiche condotte sulla Stazione Spaziale Internazionale.

 

Fra gli obiettivi della Stazione vi è infatti anche fungere da laboratorio di ricerca in ambiente di microgravità, con ricadute tangibili sulla salute dell’uomo. Infatti in tali condizioni i processi degenerativi subiscono una fortissima accelerazione, e ciò rende possibile studiare in qualche decina di giorni l’efficacia di farmaci e terapie, che sulla Terra richiederebbe anni per essere testata. Nel caso del modello ideato da Gottardi, la possibilità offerta è di testare gli effetti a lungo termine dei bisfosfonati su ossa e cartilagine in un solo mese.

 

In particolare, il bioreattore di Gottardi permette di studiare l’interazione tra i tessuti delle articolazioni, superando così uno dei principali ostacoli nella comprensione dei meccanismi di patologie come l’artrosi e l’osteoporosi e nella messa a punto di farmaci che aiutino a ripristinare la cartilagine danneggiata dalla malattia. Quest’ultima, infatti, interagisce con gli altri tessuti dell’articolazione - in particolare con l’osso - e non può essere analizzata separatamente da essi. Ricreando un ambiente fisiologico in cui è possibile osservate gli effetti delle condizioni sperimentali sull’insieme delle ossa e dei tessuti vascolarizzati il bioreattore permette di studiare il modo in cui l'osso reagisce reagisce quando la cartilagine è danneggiata, e viceversa.

 

“Osteoporosi e osteoatrite affliggono centinaia di milioni di persone; il dolore provocato dall’osteoartite tende a cronicizzare e può risultare invalidante, con un impatto devastante sulla vita dei pazienti - osserva Gottardi - Se riuscissimo in un paio di mesi a validare gli effetti a lungo termine di farmaci e terapie, potremmo fare un incredibile balzo in avanti nella ricerca, aiutare moltissimi pazienti e ridurre drasticamente i costi sociali legati alla malattia”.

 

Leggi anche: Osteoporosi, in Italia è una grave pandemia silenziosa.

 

Il CASIS finanzierà la preparazione del bioreattore per il suo invio nello spazio, adattandolo per funzionare perfettamente anche in assenza di gravità. Una volta nella stazione spaziale, i tessuti saranno trattati con bisfosfonati per studiare l’efficacia di questi farmaci contro il riassorbimento osseo e valutarne gli effetti su tessuto osseo e cartilagine, studiando anche terapie farmacologiche ad hoc.

 

Foto: © psdesign1 - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 24/10/2016

potrebbe interessarti anche: