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Aspirina liquida, la nuova speranza contro il tumore al cervello

Una formulazione innovativa potrebbe rappresentare un punto di svolta nella lotta al glioblastoma e ad altre neoplasie cerebrali

Un’aspirina liquida per combattere il tumore al cervello: la proposta arriva dall’Università di Portsmouth, nel Regno Unito, dove un gruppo di ricercatori del Brain Tumour Research Centre of Excellence guidato da Geoff Pilkington e Richard Hill ha ottenuto una nuova formulazione del celebre farmaco, aumentandone la solubilità.

 

La novità, presentata in Polonia nell’ambito della conferenza Brain Tumours 2016 – From Biology to Therapy, rappresenta un interessante sviluppo in ambito farmaceutico. Sviluppare un’aspirina liquida è infatti un obiettivo che i ricercatori perseguono ormai da lungo tempo. Ad oggi, però, il mercato è in grado di offrire solo soluzioni non completamente solubili in cui permangono dei granelli che possono scatenare effetti avversi a livello gastrico.

 

La nuova formulazione presentata in Polonia è particolarmente interessante dal punto di vista dei trattamenti contro il tumore al cervello. L’aspirina liquida riesce infatti ad aumentare significativamente la capacità dei farmaci di attraversare la cosiddetta barriera ematoencefalica, la cui presenza, fondamentale per proteggere i tessuti cerebrali, può rappresentare un ostacolo nel momento in cui si intende attaccare un tumore al cervello con dei farmaci. Questo problema potrebbe però essere risolto proprio grazie a questo nuovo tipo di aspirina, che consentirebbe alle molecole di passare dal circolo sanguigno all’interno del cervello.

 

Gli studi condotti sulla nuova formulazione - che include anche altri due ingredienti - suggeriscono che potrebbe essere efficace contro il glioblastoma, una delle forme più aggressive di tumore al cervello. Test eseguiti su cellule tumorali di pazienti (sia adulti che bambini) hanno dimostrato che in questa nuova veste i tre ingredienti - già impiegati in ambito clinico - sono dieci volte più efficaci di qualsiasi combinazione degli altri farmaci attualmente utilizzati: le cellule tumorali vengono uccise senza che quelle sane ne debbano subire delle conseguenze. Tuttavia, prima di poter essere utilizzato nella pratica clinica il farmaco dovrà essere ulteriormente messo a punto in studi pre-clinici.

 

“Potenzialmente è una svolta per la ricerca sui tumori al cervello - ha commentato Sue Farrington Smith, amministratore delegato di Brain Tumour Research - E’ la scienza come questa che ci permetterà, infine, di trovare una cura per questa devastante malattia che uccide più bambini e adulti al di sotto dei 40 anni di ogni altro cancro”.

 

Foto: © ap_i - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 01/07/2016