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Sanità digitale, Italia fra le ultime in Europa

Uno studio evidenzia la necessità di maggiori investimenti nel settore dell'eHealth

L’Italia investe poco in eHealth, e così facendo accumula ritardi nel processo di digitalizzazione della sanità. A svelare la posizione di coda del Bel Paese rispetto alla maggioranza delle nazione dell’Unione Europea è uno studio condotto da Censis e Impresalavoro presentato a Roma lo scoro 5 luglio.

 

Sanità digitale in Italia: più investimenti per stare al passo con l'Europa” - questo il titolo dello studio - ha infatti rilevato performance insufficienti per l’Italia, che nel 2015 ha investito in eHealth solo l’1,2% della spesa sanitaria pubblica, a fronte di investimenti nell’Unione che variano in media tra il 2 e il 3% raggiungendo picchi quasi pari al 4%. Le analisi condotte evidenziano la necessità di accelerare l’impegno finanziario, portandolo entro il 2020 a 9,5-15,2 miliardi di euro, di cui tra 2 e 7,8 miliardi da destinare specificamente a investimenti in sanità digitale. “Senza questo cambio di policy - sottolinea lo studio - il Servizio Sanitario Nazionale non potrà valersi pienamente dei benefici attesi dai servizi e dagli strumenti di Sanità Digitale”.

 

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Ma quali sono, esattamente, questi benefici? Censis e Impresalavoro elencano: maggiore efficienza, ottimizzazione nell’erogazione dei servizi, riduzione dell’errore medico, aumento della sicurezza del paziente e migliore gestione delle patologie croniche, il tutto grazie alla possibilità di condividere meglio le informazioni e ad una migliore interazione fra pazienti, medici, operatori e strutture sanitarie. Per ottenerli non è però sufficiente affidarsi all’aumento degli investimenti. Come sottolineano Censis e Impresalavoro “occorre affrontare contestualmente il tema del ridisegno complessivo del sistema salute, quello del digital divide [il divario digitale che separa i cittadini che hanno accesso alla rete da quelli che ne sono parzialmente o totalmente esclusi, ndr], quello della costruzione di una governance nazionale dell’innovazione e di una strategia architetturale complessiva, quello della definizione di una chiara politica della sicurezza e della privacy”.

 

Foto: © Scanrail - Fotolia.com

di s.s.
Pubblicato il 07/07/2016

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