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Non solo ambiente: il microbiota dipende anche dall'evoluzione

I microbi presenti nel nostro intestino si sono coevoluti insieme alla specie umana. Lo studio su Science

Il microbiota intestinale umano – l'insieme dei microbi che vivono nel nostro intestino – partecipa allo sviluppo dell'apparato digerente, allena il sistema immunitario a combattere i patogeni e può influenzare umore e comportamento. Ma da dove arriva? Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science suggerisce che l'evoluzione delle due principali famiglie batteriche che lo costituiscono è stata parallela a quella dell'uomo. In altre parole, il tipo di microbi presenti nel nostro intestino non dipende solo da fattori esterni, provenienti dall'ambiente, come l'alimentazione, i farmaci e il luogo in cui viviamo, ma anche dalla nostra storia evolutiva.

 

Gli autori dello studio, guidati dall'esperto del Museo di Zoologia dei Vertebrati dell'Università della California di Berkeley Andrew Moeller, sono giunti a questa conclusione confrontando il microbioma intestinale dell'uomo – cioè i geni dei microbi presenti nel suo intestino – con quello dello scimpanzé, del bonobo e del gorilla. Come spiegato da Moeller, “alcuni batteri dell'intestino umano sono i diretti discendenti dei batteri intestinali che hanno vissuto all'interno del nostro antenato in comune con le scimmie”. “E' sorprendente – ha osservato Howard Ochman, responsabile dello studio – che i microbi nel nostro intestino, che potremmo assumere da diverse fonti nell'ambiente, si siano di fatto coevoluti dentro di noi per un periodo di tempo così lungo”.

 

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L'intenzione è ora quella di tornare ancora più indietro nel tempo per capire se il nostro microbioma sia il discendente di un microbioma progenitore della flora intestinale di tutti i mammiferi, ma non solo. Infatti studiando i batteri intestinali di uomini provenienti da diversi continenti i ricercatori hanno anche identificato caratteristiche specifiche delle diverse popolazioni e come ha osservato Moeller “in futuro sarebbe interessante condurre uno studio completo delle popolazioni umane (…) per verificare se è possibile utilizzare i batteri per ricostruire la storia delle migrazioni dellìuomo”. Per il momento, però, la conclusione che si può trarre è semplicemente un'altra: come concludono Moeller e colleghi, “i batteri intestinali non vengono semplicemente acquisiti dall'ambiente, ma si sono coevoluti per milioni di anni con gli ominidi per aiutare a dare forma al nostro sistema immunitario e al nostro sviluppo”.

 

Foto: © vitanovski - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 06/09/2016