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Influenza: con il freddo più esposti al contagio

Temperature più basse di 5-7 gradi, pioggia insistente e neve anche a basse quote, e così aumentano tosse, raffreddori e mal di gola. Il bollettino meteorologico di questi giorni fa da apripista ai malanni della stagione invernale e anche all`influenza, la temuta australiana, ormai alle porte. Il maltempo di questi giorni non aiuta, infatti, nella prevenzione: "Il freddo abbassa le difese immunitarie - spiega Stefania Salmaso, direttore del Centro di Epidemiologia dell`Istituto superiore di sanità - per cui se la temperatura è bassa si è più suscettibili ai virus dell`influenza". Più fa freddo più si è vulnerabili, "anche perché l`inverno induce dei cambiamenti negli stili di vita che portano a una maggiore possibilità di contagio. Piuttosto che stare all`aria aperta, infatti, si preferiscono i luoghi chiusi, in cui i virus hanno maggiori possibilità di trasmettersi direttamente da una persona all`altra".
Ma come riconoscere l`australiana da altri tipi di influenza? "L`influenza ha sempre lo stesso quadro clinico. Insorgenza di febbre che diventa alta bruscamente, fino a oltre i 39 gradi, accompagnata da una sintomatologia a carico dell`apparato respiratorio", e quindi riniti, tosse, mal di gola e raffreddore. Ma non tutte le malattie della stagione invernale si manifestano allo stesso modo, "e se non compaiono i sintomi a carico dell`apparato respiratorio, non è influenza".  
Ma quali sono i modi per combatterla? Ricette precise, spiega l`esperta, non ce ne sono. Certamente ci si deve sempre rivolgere al medico curante, evitando le cure stile "fai da te". Gli antibiotici, ad esempio, se non prescritti espressamente dal medico non devono essere assunti: "L`influenza è infatti causata da un virus, e quindi gli antibiotici non risolvono il problema". Per il resto, porte aperte ai rimedi della nonna: senza sottovalutare la malattia, consiglia l`esperta, bisogna stare a letto, riposarsi molto, e cercare di allontanare le preoccupazioni legate allo studio o al lavoro perché un organismo malato ha bisogno di tranquillità e di  raccogliere le forze per riprendersi.
Per limitare i danni dell`australiana "l`unica cosa da fare è vaccinarsi". Esclusa la possibilità del vaccino, rimangono solo alcuni accorgimenti da adottare per ridurre i rischi di contagio: "Sono regole di comportamento così note da sembrare banali, ma si sono dimostrate sempre efficaci e dovrebbero essere rispettate sempre: lavarsi spesso le mani, che sono tra i principali veicoli di infezione, coprirsi bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce, far areare i locali in cui si lavora e si studia".

di Miriam Cesta
Pubblicato il 26/11/2008