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Sanità, nuovi Lea pronti a settembre

Il Ministero dell'Economia ha dato il via libera all'aggiornamento

A settembre i nuovi Lea (i Livelli essenziali di assistenza che lo Stato garantisce a tutti i cittadini in modo gratuito o dietro pagamento di un ticket) diventeranno realtà. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) ha infatti dato il suo via libera all'aggiornamento, atteso ormai da 15 anni; il Decreto del Consiglio dei Ministri, sottoposto al vaglio della Conferenza delle Regioni, dovrà poi passare per le mani delle commissioni parlamentari competenti per giungere, infine, in Parlamento.

 

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, intervenendo sul tema a margine dell'inaugurazione del nuovo polo cardio-toraco-vascolare del Policlinico Sant'Orsola di Bologna, ha espresso “molta soddisfazione”. “Ringrazio anche la Conferenza delle Regioni perché abbiamo trovato la strada per agevolare l'approvazione – ha aggiunto il Ministro – Penso sia solo una questione di giorni e a settembre avremo i nuovi Lea, il nuovo nomenclatore per le protesi audiovisive e il piano nazionale vaccini”.

 

I nuovi Livelli essenziali di assistenza includono infatti anche il nomenclatore delle protesi e il piano vaccinale. Il primo, che non viene aggiornato dall'ormai lontano 1999, vede l'introduzione degli ausili informatici e di comunicazione, degli apparecchi acustici digitali e delle carrozzine a tecnologia avanzata. Nel piano vaccinale saranno invece incluse nuove vaccinazioni contro lo pneumococco, il meningococco e la varicella; inoltre il vaccino contro il papillomavirus sarà esteso anche ai ragazzi.

 

Il risultato atteso è un aumento dei servizi a disposizione della popolazione, ma non solo. Lorenzin ha infatti ricordato che è previsto anche un osservatorio, e che sia i Lea che il nomenclatore dovranno essere d'ora in poi aggiornati tutti gli anni perché mantengano il passo della scienza, che ogni anno classifica nuove malattie e mette a disposizione nuove terapie. Da questo punto di vista il monito del Ministro è secco: l'Italia non può rimanere imbrigliata in meccanismi burocratici, ma deve fornirsi di modelli attraverso cui l'incontro fra scienza e amministrazione permetta di mettere a disposizione dei cittadini le terapie di cui hanno bisogno.

 

Foto: © kimmik - Fotolia.com

di red.
Pubblicato il 03/08/2016

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