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Per vivere di più, famiglia più importante degli amici

I rapporti con gli amici, invece, non influenzano probabilità di morte

A una certa età la famiglia conta più dell’amicizia. Gli anziani, infatti, vivono più a lungo se hanno molti familiari o se ci vivono accanto. Il numero o la vicinanza degli amici, invece, non arrecano benefici in termini di longevità. È quanto sostiene uno studio presentato durante il 111° Convegno annuale dell'American sociological association, che si è svolto dal 20 al 23 agosto a Seattle (Usa), dai ricercatori americani diretti da James Iveniuk dell’Università di Toronto (Canada). 

 

“Abbiamo scoperto che gli anziani che frequentavano molti parenti, così come quelli che vivevano a stretto contatto con i loro familiari, avevano meno probabilità di morire – spiega l’esperto -. Nessuna associazione è stata invece riscontrata in relazione al numero o alla vicinanza degli amici”.

 

Gli autori hanno intervistato, tra il 2005 e il 2006, alcune persone di età compresa tra 57 e 85 anni. Successivamente, tra il 2010 e il 2011, hanno verificato se fossero ancora vive. All’inizio dell’esperimento, ai partecipanti è stato chiesto quanto fosse numerosa la loro famiglia e con quale frequenza vedessero i propri parenti, con l’esclusione dei coniugi. Inoltre, sono stati invitati a descrivere il numero e la prossimità dei loro amici.

 

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A distanza di cinque anni dall’intervista, gli studiosi hanno scoperto che i rapporti con i familiari svolgevano un ruolo significativo in termini di longevità. Gli anziani che sentivano i familiari “molto vicini” correvano un rischio di morire, entro il quinquennio successivo, pari al 6%, mentre la percentuale si attestava al 14% per coloro che sentivano i parenti “poco vicini”. Inoltre, l’indagine ha evidenziato che i partecipanti che avevano una famiglia numerosa - indipendentemente da quanto i suoi membri fossero vicini – mostravano un rischio di morte più basso rispetto a coloro che avevano un nucleo familiare ristretto

 

I ricercatori sono stati sorpresi di scoprire che non esisteva, invece, alcuna correlazione tra longevità e numero e vicinanza degli amici. “Dato che è possibile scegliere i propri amici, ci si potrebbe aspettare che i rapporti con gli amici siano più importante per la mortalità, anche perché le persone possono utilizzare l’amicizia per soddisfare esigenze specifiche – osserva il dottor Iveniuk -. Ma quest’ipotesi non è stata supportata dai dati: sembra che alla fine siano i familiari, che non si possono scegliere, che forniscono i maggiori benefici in termini di longevità”.

 

Gli studiosi hanno anche scoperto che il matrimonio ha effetti positivi sulla durata della vita, indipendentemente dalla qualità del rapporto coniugale. “Non abbiamo rilevato nessuna associazione tra ile misure di sostegno offerte dal coniuge e la mortalità – conclude lo studioso -. Questo dato suggerisce che la presenza di un legame coniugale può essere più importante per la longevità di alcuni aspetti del legame stesso”.

 

Foto: © Yeko Photo Studio - Fotolia.com

di Nadia Comerci
Pubblicato il 06/02/2017

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