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Niente più iniezioni, arriva l'insulina da assumere per via orale

La nuova tecnologia, presentata al convegno dell'American Chemical Society, promette di rivoluzionare la cura del diabete

Una nuova tecnologia messa a punto alla Niagara University, negli Stati Uniti, potrebbe finalmente permettere a chi deve combattere il diabete assumendo insulina di evitare le iniezioni quotidiane oggi necessarie. Presentata al 252mo Convegno Nazionale ed Esposizione dell'American Chemical Society, la nuova tecnologia è stata battezzata CholestomeTM e consiste in piccole vescicole a base di lipidi in grado di trasportare l'ormone fino alle sue cellule bersaglio, proteggendolo dall'acidità gastrica che altrimenti lo distruggerebbe.

 

L'insulina, infatti, è un ormone proteico, e come le altre molecole proteiche sarebbe degradata dall'ambiente acido dello stomaco. Già in passato altre tecnologie hanno cercato di sorpassare questo problema; un gruppo di ricercatori del Massachussets Institute of Technology e del Massachussets General Hospital ha ad esempio messo a punto capsule in grado di iniettare l'insulina direttamente nella parete dello stomaco. Altri ricercatori sono addirittura arrivati a mettere in commercio un'insulina da inalare, che però non ha riscontrato il successo di mercato atteso. “Noi abbiamo sviluppato una nuova tecnologia”, ha spiegato Mary McCourt, docente di Chimica alla Niagara University, spiegando che si tratta di “una particella neutrale a base di lipidi che è in grado di fare alcune cose molto interessanti”.

 

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Dal punto di vista chimico queste particelle sono costituite da lipidi naturali, proprio come i classici liposomi già da tempo utilizzati per la somministrazione di farmaci. Rispetto alla maggior parte di questi ultimi, però, non devono essere protetti da un rivestimento di polimeri resistenti all'attacco da parte degli acidi dello stomaco. “In questo caso – ha spiegato Lawrence Mielnicki, che ha lavorato con McCourt alla messa a punto dei CholestomeTM – stiamo solo utilizzando semplici esteri dei lipidi per produrre vescicole contenenti al loro interno le molecole di farmaco”. Tali vescicole riescono a passare indenni lo stomaco e una volta nell'intestino vengono assorbite e trasferire nel circolo sanguigno, attraverso cui raggiungono le cellule bersaglio dell'insulina, che le degradano rilasciando l'ormone.

 

Gli studi condotti fino ad oggi hanno permesso di mettere a punto diversi CholestomeTM, alcune delle quali hanno dimostrato di essere caratterizzati da un'elevata biodisponibilità. Le sperimentazioni sono però state condotte sui ratti, e ora i ricercatori sperano di poter stringere nuove collaborazioni che permettano di condurre studi clinici sull'uomo. McCourt e colleghi hanno però anche un altro obiettivo in mente: ottimizzare ulteriormente le formulazioni.

 

Foto: © Minerva Studio - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 31/08/2016