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Inquinamento indoor? La soluzione è nelle piante da vaso

Dalla dracena al falangio, ecco le specie che aiutano a ridurre i livelli di composti volatili organici potenzialmente pericolosi per la salute

La nostra casa, luogo di rifugio per eccellenza, può in realtà nascondere minacce invisibili per la nostra salute che contribuiscono al cosiddetto inquinamento indoor. Installare opportuni sistemi di ventilazione potrebbe non essere l'unico modo per evitarle: uno studio presentato al 252mo Convegno Nazionale ed Esposizione dell'American Chemical Society da un gruppo di ricercatori guidato da Vadoud Niri, esperto della State University of New York di Oswego (Stati Uniti), suggerisce infatti che anche alcune piante da vaso possano aiutare a sbarazzarsene.

 

I composti in questione sono i cosiddetti VOCs (Volatile Organic Compounds, composti organici volatili), come l'acetone, il benzene e la formaldeide emessi sotto forma di gas dalle pitture, dai mobili, da fotocopiatrici e stampanti, dai detergenti e anche dagli indumenti lavati a secco. Oltre che nelle case private i VOCs possono accumularsi anche negli uffici e negli esercizi pubblici, indipendentemente dall'età dell'edificio che li ospita. A volte, ha sottolineato Niri, i loro livelli sono talmente alti da poterne percepire la presenza con l'olfatto; inalarne quantità elevate può compromettere la produttività sul lavoro e scatenare capogiri, asma o allergie.

 

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Le piante da vaso potrebbero rappresentare una soluzione a questo problema perché oltre all'anidride carbonica assorbono anche altri gas, inclusi VOCs. L'efficacia dell'approccio – noto come fitorimediazione o biofiltrazione – è stata dimostrata da Niri e colleghi monitorando la concentrazione di specifici VOCs all'interno di camere sigillate in presenza o in assenza di 5 fra le più diffuse piante da vaso: l'albero di giada (Crassula ovata), il falangio (Chlophytum comosum), una bromeliacea, la dracena e il fico d'India falcato (Consolea falcata). Ne è emerso che tutte e cinque le piante riescono a rimuovere l'acetone dall'aria, ma che specifiche piante sono più efficaci nella rimozione specifica di alcuni VOCs. La dracena, ad esempio, è la pianta più efficace a rimuovere l'acetone (lo riduce ben del 94%), mentre la bromeliacea utilizzata in questi esperimenti riesce a rimuovere più dell'80% di 6 degli 8 composti volatili testati. “Quindi – ha spiegato Niri – potrebbe essere una buona pianta da tenere in casa o sul posto di lavoro”.

 

Ora i ricercatori intendono valutare l'efficacia delle piante in un ambiente reale anziché in contenitori sigillati, ad esempio collocandole in un salone per manicure e monitorando per diversi mesi i livelli di acetone cui sono esposti lavoratori e clienti.

 

Foto: Pixabay 

di Silvia Soligon
Pubblicato il 04/10/2016

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