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Infezioni, ritorno in classe ne aumenta il rischio

Con il rientro a scuola cresce la possibilità, per bambini e ragazzi, di entrare in contatto con virus e batteri

Per bambini e ragazzi, il rischio di beccarsi un'infezione aumenta con il rientro a scuola. Trascorrere diverse ore al giorno in un ambiente chiuso e affollato, infatti, facilita la diffusione di virus e batteri. Lo affermano gli esperti di Waidid (Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici), che mettono in guardia sulle “insidie” celate negli istituti scolastici: “I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini rappresentano un ambiente ideale per la diffusione dei virus, principali agenti eziologici delle infezioni nei primi anni di vita e durante l’età scolare – spiega la prof.ssa Susanna Esposito, Presidente di Waidid  –; la trasmissione dei microrganismi è, poi, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene soprattutto tra bimbi piccoli, complice anche il sistema immunitario immaturo”.

 

Gli esperti sottolineano l'importanza di riconoscere e prevenire le infezioni più comuni che colpiscono i bambini. Per questo motivo, hanno stilato un elenco di quelle più diffuse e del relativo trattamento:

 

Pediculosi del capo – Rappresenta l'infestazione del cuoio capelluto da parte di pidocchi adulti, larve o uova. Si trasmette per contatto diretto tra la testa e e il capo di una persona infetta, oppure attraverso l’utilizzo di pettini, spazzole, cappelli e caschi infestati. La pediculosi può essere asintomatica, ma spesso provoca prurito intenso e lesioni da grattamento. Il soggetto colpito è contagioso finché continua a ospitare i pidocchi o le uova, e, in media, la vita di un pidocchio dura circa 1 mese.

Trattamento: effettuare un’accurata ispezione del cuoio capelluto e, in presenza di uova o pidocchi, trattare i capelli con prodotti specifici a base di piretrina in mousse o permetrina in gel o creme, lasciare agire per almeno 10 minuti e risciacquare con acqua. Successivamente, sfilare tutte le uova rimaste sui capelli servendosi di un pettine a denti molto stretti, partendo dalla radice dei capelli. Disinfestare le lenzuola e gli abiti - che vanno lavati in acqua calda o a secco – e ripetere il trattamento a distanza di 7-10 giorni.

 

Scabbia -  È una malattia epidermica causata da un acaro, che si trasmette per contatto diretto cute-cute. Si manifesta con piccole macchie rosse e un intenso prurito, soprattutto notturno. Nei bambini al di sotto dei due anni, l’eruzione assume la forma di vescicole localizzate sulla zona della testa, del collo, del palmo delle mani e della pianta dei piedi. Nei bambini più grandi vengono colpite in modo particolare le pieghe interdigitali (tra dito e dito), la zona dei polsi, i gomiti e le pieghe ascellari. L’incubazione dura, di solito, 4-6 settimane.

Trattamento: evitare il contatto con le lesioni o, comunque, con la cute. Lavare accuratamente lenzuola e capi d’abbigliamento con cui il bambino è entrato in contatto. Utilizzare una crema o una lozione medicata per uccidere gli acari, da applicare sulla pelle di tutto il corpo e non solo sull’area che presenta l’eruzione. Di solito la crema deve rimanere sulla pelle da 8 a 12 ore prima di poterla lavare via, ed è necessario ripetere il trattamento dopo una settimana. La contagiosità del soggetto dura fino alla distruzione degli acari e delle uova.

 

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Gastroenterite - A volte definita erroneamente “influenza intestinale”, è un’infezione virale o batterica molto comune, che colpisce lo stomaco e l’intestino. Si trasmette per via orofecale ma anche per contatto e in alcuni casi per via respiratoria. È causata per lo più dai virus - come il Rotavirus (che colpisce soprattutto i bambini più piccoli), il Norovirus (che colpisce anche gli adolescenti e gli adulti) e l'Adenovirus (che può causare anche sintomi respiratori) - e dai batteri, come la Salmonella e il Clostridium difficile. Indipendentemente dall'origine virale o batterica, le gastroenteriti sono caratterizzate da nausea, vomito, diarrea o dolori addominali.

Trattamento: nella maggior parte dei casi, quando si sviluppa una forma blanda di diarrea, i malati guariscono con un’adeguata idratazione. Tuttavia è consigliabile assumere anche probiotici, che servono a migliorare l’equilibrio della microflora intestinale endogena. Nei casi di diarrea acuta, la principale problematica è la disidratazione comune soprattutto nei bambini con meno di 2 anni di età. In questo caso, vanno evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea. È raccomandabile, poi, non smettere di mangiare, ma suddividere i pasti in piccole porzioni, da assumere circa sei volte al giorno. Non vanno utilizzati né antibiotici, né farmaci antiemetici.

 

Malattia “mani-piedi-bocca” - È una malattia esantematica molto frequente nei bambini. È caratterizzata da una faringite associata a un’eruzione cutanea di pustole, vescicole o bolle, che si concentrano nel cavo orale, nel palmo delle mani e nella pianta dei piedi.

Trattamento: la malattia ha generalmente un decorso benigno, per cui tende a guarire spontaneamente senza particolari complicanze. Va somministrato il paracetamolo in caso di malessere persistente o febbre, ed eventualmente rimedi locali per attenuare il dolore presente all'interno della bocca e per facilitare l’ingestione di cibo e liquidi.

 

Mononucleosi – È una malattia causata dal virus di Epstein-Barr (Ebv), che si contrae attraverso lo scambio di saliva infetta. Molto comune soprattutto tra giovani e adolescenti, è caratterizzata da sintomi come febbre, astenia, malessere, cefalea e linfonodi ingrossati.

Trattamento: nella maggior parte dei casi, la malattia è risolvibile con una decina di giorni a riposo e, in caso di febbre, con una terapia di supporto farmacologica con paracetamolo. Il riposo e una buona idratazione contribuiscono, nella maggior parte dei casi, a rendere più veloce il processo di guarigione.

 

Infezioni respiratorie virali - Colpiscono gli organi dell’apparato respiratorio e sono molto frequenti in età pediatrica. Sono favorite da fattori ambientali - quali l'umidità inadeguata o il calore eccessivo - che causano la secchezza delle mucose. Gli agenti responsabili delle infezioni respiratorie possono essere diversi: spesso la colpa è di virus, come l’Adenovirus o il Rinovirus, che causano infezioni virali. Tuttavia, anche se più raramente, queste infezioni possono essere anche di origine batterica. Tra le infezioni respiratorie, la più comune è la faringite virale, ossia l’infiammazione della faringe che si manifesta con senso di bruciore e difficoltà a deglutire. In alcuni casi compaiono febbre e malessere generale e, talvolta, si verifica anche un ingrossamento dei linfonodi cervicali. Nonostante i virus influenzali circolino nel nostro Paese soprattutto tra dicembre e marzo, sono stati riscontrati casi sporadici di influenza già a settembre e ottobre.

Trattamento: non esiste alcun trattamento specifico per la cura della faringite virale, dato che il fastidio tende a risolversi da sé. Si può comunque trattare la febbre e il dolore con farmaci quali paracetamolo e ibuprofene.


Foto: © Pixabay

di n.c.
Pubblicato il 26/09/2016