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Solitudine, potrebbe essere ereditaria

Può dipendere dal Dna ed essere trasmessa insieme alla depressione

La solitudine è un fenomeno ereditario, che in alcuni casi ha origini genetiche. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, sono i ricercatori americani dell'Università della California di San Diego e dell'Università di Chicago, secondo cui spesso la tendenza a isolarsi viene trasmessa insieme alla depressione e al nevroticismo, l'inclinazione a sperimentare emozioni negative. 

 

Gli esperti osservano che la solitudine  – ossia la tendenza a sentirsi soli durante tutto il corso della vita, non solo in presenza di determinate circostanze – agisce come il dolore fisico. Quest'ultimo, infatti, avvisa della presenza di un pericolo che potrebbe arrecare danno all'organismo, spingendo le persone a prendersi cura del proprio corpo. Allo stesso modo, la propensione a isolarsi fa parte di un sistema di allarme biologico evoluto, che avverte gli individui delle minacce rappresentate dalla loro rete sociale.

 

Durante lo studio, gli autori hanno esaminato le informazioni genetiche e sanitarie di 10.760 persone di età pari o superiore a 50 anni, raccolte dall'Health and Retirement Study, un'indagine promossa dall'agenzia statunitense National Institutes of Health. In particolare, ai partecipanti è stato chiesto di rispondere a tre domande dirette a rilevare il loro grado d'isolamento sociale, che tuttavia non facevano esplicito riferimento alla parola “solitudine”. Spesso, infatti, le persone sono riluttanti ad ammettere di sentirsi sole. Gli esperti hanno poi tenuto conto di diversi fattori come il genere sessuale, l'età e lo stato civile. 

 

Al termine dell'esperimento, è emerso che in alcuni casi la solitudine ha un'origine genetica. Ma sembra che l'influenza del Dna sia piuttosto modesta: sarebbe compresa tra il 14 e il 27%. i ricercatori osservano che si tratta di una misura inferiore a quella riscontrata da studi precedenti, che avevano stimato il ruolo dei geni tra il 37 e il 55%. Questa differenza, a loro avviso, potrebbe essere dovuta al fatto che il team di Palmer ha analizzato soltanto le variazioni genetiche comuni e non quelle rare.

 

I ricercatori hanno, inoltre, scoperto che la solitudine tende a essere ereditata insieme a nevroticismo  e depressione. Invece, ritengono che l'associazione tra la solitudine ereditaria e la schizofrenia, il disturbo bipolare e il disturbo depressivo maggiore appaia piuttosto debole. Contrariamente agli studi precedenti, poi, non sono stati rinvenuti legami tra l'isolamento sociale e le variazioni di geni specifici, come quelli che codificano gli ormoni dopamina e ossitocina.

 

“I rapporti sociali di due persone che hanno lo stesso numero di amici intimi e di familiari potrebbero essere ritenuti adeguati in un caso, mentre nell'altro no – spiega Abraham A. Palmer, che ha coordinato la ricerca -. È ciò che intendiamo per 'predisposizione genetica alla solitudine'. Abbiamo quindi cercato di capire perché, dal punto di vista genetico, una persona ha maggiori probabilità di un'altra di sentirsi sola, pur trovandosi nella stessa situazione”.

 

Foto: © kmiragaya - Fotolia

di Nadia Comerci
Pubblicato il 26/09/2016