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Hpv e tumori, confermata l'efficacia del vaccino

Riduce l'incidenza delle lesioni precancerose alla cervice uterina

Il vaccino contro l’Hpv (il papillomavirus human) continua a dare prova della sua efficacia. Un nuovo studio pubblicato su Jama Oncology da un gruppo di ricercatori coordinato da Cosette Wheeler, esperta del Comprehensive Cancer Center dell’Università del New Mexico (Albuquerque, Stati Uniti), dimostra infatti che l’introduzione del vaccino e l’aumento della sua somministrazione alle giovani donne sono associati a una riduzione dell’incidenza delle lesioni precancerose che anticipano la comparsa del cancro alla cervice uterina.

 

Gli autori dello studio lo hanno certificato analizzando i dati relativi alle giovani donne che tra il 2007 (anno in cui il New Mexico ha iniziato ad offrire alle ragazze il vaccino anti Hpv) e il 2014 (anno in cui il 59% delle ragazze ne hanno ricevuta almeno 1 dose e il 40% tutte e 3 quelle previste) si sono sottoposte a un Pap test, allo screening per l’Hpv o a biopsie terapeutiche propio in New Mexico. Ne è emersa una riduzione dell’incidenza di anomalie cervicali - incluse le lesioni precancerose - sia fra le ragazze più giovani (tra i 15 e i 19 anni) che tra i 20 e i 24 anni, quando sono state rilevate diminuzioni anche dell’incidenza delle lesioni precancerose di gravità moderata.

 

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“Questi dati che mostrano una significativa riduzione degli stati pretumorali - ha precisato Wheeler - rappresentano i risultati sulla popolazione generale di giovani donne, che include sia quelle che sono state vaccinate che quelle non vaccinate”. Ciò significa che oltre a conferire una protezione alla singola donna vaccinata, il vaccino contro l’Hpv aumenta anche l’immunità di gregge, cioè riduce il rischio di infezione nelle donne non vaccinate perché una gran parte della popolazione è vaccinata. Ad entrare in gioco è però anche un altro meccanismo: oltre a proteggere dai ceppi di Hpv contro cui è diretto, il vaccino riduce anche il rischio di essere infettati da altri, contribuendo in questo modo alla riduzione dell’incidenza delle lesioni precancerose.

 

Foto: © Daniele Depascale - Fotolia.com

di Silvia Soligon
Pubblicato il 03/10/2016

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